AnimaliAnimali selvatici

La lumaca fotosintetica: un caso unico al mondo

Si tratta di un animale letteralmente unico, in grado di svolgere la fotosintesi come una pianta. Non esistono, almeno finora, altri casi del genere mai registrati in natura.


Fino a non molto tempo fa si credeva che fosse una capacità esclusiva delle piante, quella di nutrirsi grazie alla luce solare, ma i ricercatori si sono dovuti ricredere: la lumaca fotosintetica, Elysia Chlorotica per l’esattezza, sembra possedere questa incredibile proprietà, rendendola di fatto l’unico animale al mondo in grado di cibarsi attraverso la fotosintesi clorofilliana.

La lumaca identica ad una foglia

Non è semplice mimetismo

A primo acchito ai ricercatori è sembrato un caso abbastanza semplice, uno di quegli adattamenti morfologici che gli animali sviluppano per potersi mimetizzare al meglio con l’ambiente circostante. Questa è stata la spiegazione iniziale per il colore e la forma di questo animale, del tutto simile ad una foglia, perfettamente in grado di mimetizzarsi tra le alghe, che tra l’altro costituiscono la sua dieta.

Un estremo caso di simbiosi

Dopo ulteriori ricerche però gli scienziati hanno scoperto che la realtà è molto più complessa: questa lumaca fotosintetica quando nasce è di colore bruno/rossiccio, acquista il suo tipico colore verde solo dopo essersi cibata delle sue amate alghe. Si è dedotto che le lumache sono in grado di rubare i cloroplasti dalle cellule vegetali per incorporarli nel loro complesso apparato digerente. Questi sono la parte della pianta che svolge il ruolo centrale della fotosintesi, la parte che, come vedremo tra poco, le lumache non sono in grado di sintetizzare.

Un estremo caso di simbiosi

Una sorta di chimera tra pianta e animale, un caso di simbiosi portato all’estremo in cui la lumaca dimostra di essere in grado di digerire ogni altra parte dei suoi pasti evitando minuziosamente di degradare i cloroplasti. Il tratto digestivo di questi animale è sorprendente, ramificato sull’ampiezza di quasi tutto il loro corpo, in modo che questi organelli siano distribuiti nella maniera più efficiente. A questo punto vengono inglobati in speciali cellule che creano un ambiente perfetto perché questi possano continuare la loro funzione.

La lumaca fotosintetica: un caso unico al mondo

Solo di recente si è scoperto però che la lumaca fotosintetica va ancora oltre: non solo assorbe i cloroplasti, ma anche parte del DNA dell’alga, incorporandolo con il proprio, un fenomeno che viene definito trasferimento orizzontale. Grazie a questo escamotage l’Elysia Chlorotica è in grado di sostenere e far funzionare questi organelli a lungo, rimanendo anche 9 mesi senza la necessità di trovarne di freschi. È addirittura probabile che tra migliaia di anni queste saranno del tutto indipendenti dai loro pasti, grazie ad alcuni adattamenti evolutivi le cui fasi embrionali possiamo già vedere.

Fonti: journals.uchicago.edu – scienze.fanpage.it – wikipedia.org – eurekalert.org – wordpress.com – topbiologia.com – inhabitat.com

Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.