La differenza tra larice e abete
Confondere larice e abete è un classico, ma in realtà tra i due esiste più di una differenza. Entrambi, così come i pini, sono delle conifere con foglie aghiformi e, come tali, si assomigliano parecchio. Possiamo, però, distinguerli osservando conformazione della pianta, forma delle foglie, tipologia di aghi, caratteristiche delle pigne e, persino, tendenza a finire o no spogli nella stagione fredda. Andiamo, allora a scoprire tutto quello che c’è da sapere.

Larice e abete: la differenza
La differenza tra larice e abete può essere notaa anche a colpo d'occhio. Dobbiamo, però, fare attenzione a:
- Colore della chioma_ Come per il pino, anche la chioma dell’abete è di colore verde scuro, mentre il larice in estate è verde più chiaro.
- Caducità delle foglie: mentre l'abete è, come il pino, sempreverde, non è così per il larice. La specie che vive in Italia si chiama Larex Decidua e deve il suo nome proprio al fatto che in inverno perde tutte le foglie. In autunno, prima che arrivi il freddo, le foglie di larice cambiano colore e assumono tonalità giallo-rosse tipiche del foliage.
- Foglie: in quelle di larice gli aghi sono molto corti e raggruppati in ciuffi, disposti a spirale attorno al ramo. Nelle foglie di abete, invece, gli aghi sono distribuiti uno ad uno lungo il ramo.
- Aghi: nel larice sono morbidi e non pungono, mentre nell'abete sono più appuntiti e rigidi.
- Pigne: mentre gli abeti producono pigne grandi e di forma allungata, i fiori di larice, se impollinati, danno origine a pigne piccoline, di forma ovale che misurano circa 4 cm.
Larice
La differenza tra larice e abete appare ancora più evidente se si guarda alle caratteristiche delle singole piante. Il larice è una pianta dalle dimensioni notevoli. Può raggiungere i 40 metri di altezza e nella parte radicale si può sviluppare fino a 4 metri sottoterra. Questo consente alla pianta di arrivare dove c’è acqua per rimanere idratata e anche di radicarsi con forza, visto il suo considerevole sviluppo aereo. Originario dell'Europa Centrale, in Italia il larice è diffuso nelle Alpi e anche sull’Appennino Tosco-Emiliano.
Tende a crescere in alta montagna a quote superiori ai 2.500 metri, ma ora viene anche coltivato ad altitudini più basse, dove nei vivai spesso viene incrociato con il larice giapponese. Il larice è una pianta molto longeva, infatti può vivere fino a 800 anni ed è da sempre considerato un simbolo di luce e rinascita. Come altre conifere, il larice ha proprietà antinfiammatorie e antisettiche per le vie respiratorie e urinarie. Il legno di larice veniva citato già negli scritti di Vitruvio, famoso architetto romano e per la sua resistenza viene ampiamente utilizzato per realizzare imbarcazioni, pergolati e strutture a ponte.
Abete
Guardando alle peculiarità dell'abete si notano differenze e affinità con il larice. Anche questo è una pianta maestosa, che in altezza può raggiungere anche i 50/60 metri, più raramente anche 80. In Europa vive in zone montane a quote tra i 500 e i 2000 metri, in Italia si trova sulle cime più alte degli Appennini e sulle Alpi.
Longevo quanto il larice, l’abete è il simbolo del Natale per antonomasia. Come il pino, anche l’abete è una conifera sempreverde. Il legno risulta chiaro e piuttosto morbido. Trova, quindi, ampio utilizzo nella realizzazione di rivestimenti e coperture.
La differenza tra larice e abete si apprezza anche nelle leggende popolari. Il primo albero è considerato in grado di parlare con il vento e fa anche da simbolo del tempo che passa, in virtù probabilmente della caducità delle sue foglie. Dell'abete si racconta, invece, in molte località alpine, che questo sia l'albero della generosità, unico a dare rifugio in inverno a un uccellino ferito in tempi antichi.
FAQ
Il larice perde gli aghi?
Sì, il larice è l’unica conifera in Italia a perdere del tutto gli aghi nei mesi freddi.
Come sono le pigne dell’abete?
Le pigne dell’abete sono grandi e di forma allungata.
Larice e abete sono sempreverdi?
L’abete, come il pino, è un sempreverde, ma questo non vale per il larice, che perde gli aghi in autunno, dopo essersi colorato di giallo.






