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L’impero biologico di Putin in Russia

Il biologico sarà il cavallo di battaglia della Russia di Putin. Il capo del governo sta scommettendo sull’agricoltura biologica per rilanciare i mercati afflitti da guerre e sanzioni.

Il biologico sarà la salvezza della Russia di Putin, questa è la convinzione del leader, che a causa del calo del prezzo del greggio, delle sanzioni e dei conflitti in atto ha visto scendere vertiginosamente il valore del rublo. La Russia mira all’indipendenza agricola, il che potrebbe presto renderla il più grande mercato biologico al mondo.

Biologico Russia Putin pomodoro
Foto di: Andrey Rudakov/Bloomberg

La Russia di Putin scommette sul biologico

La situazione dei mercati russi non può esimersi dalla valutazione di almeno tre aspetti critici: le sanzioni commerciali, il crollo del prezzo del petrolio e i conflitti in cui la nazione è coinvolta. Per queste ragioni Putin si sta muovendo con decisione verso l’autosufficienza in relazione a quei mercati che non è in grado di controllare, e per farlo sta utilizzando ogni mezzo. Un esempio lampante è stato la chiusura del flusso commerciale di pomodori dalla Turchia dopo l’abbattimento da parte dei turchi di un jet russo. Una risoluzione atta anche allo sviluppo di una specie di pomodoro biologico selezionato e coltivato solamente in Russia. Per comprendere meglio la fiducia riposta nel progetto, basti pensare che l’ortaggio è stato chiamato T-34, come il carro armato sovietico utilizzato nel secondo conflitto mondiale per sbaragliare l’esercito nazista.

Biologico Russia Putin

L’agricoltura sarà la nuova «gallina dalle uova d’oro» russa, con il biologico come denominatore comune. Un progetto, quello di Putin, di cui vi avevamo già fatto un’anticipazione, che rimanda la memoria ai piani quinquennali di Stalin, basandosi tuttavia sull’incentivo più allettante del guadagno. Diversi son o, infatti, i magnati russi che si stanno lanciando nel settore che punterà a ricavare profitto da una delle risorse russe più abbondanti: la terra. Primo tra tutti il Ministro dell’agricoltura in persona, incaricato dello sviluppo del piano, la cui famiglia possiede da sola ben 200.000 ettari di terreni coltivabili. La Russia, specialmente in ambito agricolo, guarda sempre meno a occidente e sempre più a sé stessa e ai mercati emergenti, aprendo compagnie e stabilendo accordi di esportazione con nazioni come la Cina e l’Egitto. Una strada intrapresa con decisione sui cui esiti potrà far luce solo il tempo, ma che di certo non mancherà di avere un impatto positivo almeno sull’ambiente.

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Chitarrista, motociclista, da sempre appassionato di scienza, tecnica e natura. Sono laureato in Psicologia del Lavoro e della Comunicazione. Curioso per natura amo i viaggi, il buon vino e scoprire cose nuove. Da qualche anno nel settore del marketing digitale e della comunicazione.