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Isole che crescono: la natura resiste al cambiamento climatico

Secondo diverse ricerche esistono isole che crescono. Il cambiamento climatico minaccia gli atolli, ma la natura sembra avere le sue armi per resistere.

Gli scienziati hanno riscontrato l’esistenza di un fenomeno che potrebbe apparire anomalo: esistono isole che crescono. La superficie di alcuni atolli è infatti in aumento e, dopo vari studi, una recente ricerca spiega il perché. Si tratta di una notizia positiva per gli abitanti di queste zone incredibilmente fragili, ma non deve illudere. La minaccia del cambiamento climatico è sempre presente.

Isole crescono

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Lo studio:

Esistono isole che crescono e ora gli scienziati sembrano essere riusciti a definire questo fenomeno. Un recente studio ha preso in analisi l’isola di Jeh, parte delle isole Marshall. Sono state comparate diverse immagini satellitari dell’isola ed è stato accertato che la sua superficie è aumentata del 13% dal 1943. Il livello del mare intorno all’isola è salito di 7 mm all’anno dal 1993, ma Jeh è riuscita comunque ad ingrandirsi. Murray Ford, della Auckland University, coautore dello studio, ha spiegato che i sedimenti sono interamente costituiti da scheletri di barriera corallina e indubbiamente recenti.


Una buona notizia:

Gli esempi di isole che crescono non mancano. In uno studio del 2018 sono state analizzate le 709 isole di 30 atolli nell’Oceano Pacifico e nell’Oceano Indiano. È stato attestato che nessun atollo aveva perso superficie e che l’88% delle isole era stabile o in crescita. Ford ha affermato che la ricerca ha mostrato che, nonostante l’innalzamento del livello dei mari, gli atolli sono resilienti. La questione è capire come andrà in futuro. Per gli abitanti di diverse isole questo potrebbe costituire una speranza. La natura sembra aver trovato un modo per adattarsi ai cambiamenti e fornisce un modello chiaro. Le isole del futuro dovranno essere più alte e costruite intorno ai sedimenti.

Le minacce rimangono:

Esistono isole che crescono, ma questo non significa che gli atolli siano fuori pericolo. Molti atolli superano di soli 2 m il livello del mare. Rischiano quindi di essere sommersi entro il 2100 e di diventare inabitabili entro il 2050. L’erosione aumenterà costantemente e le inondazioni saranno sempre più frequenti. Il cambiamento climatico poi ha un impatto devastante anche sulle barriere coralline. L’acqua si surriscalda e diventa più acida e questo, secondo le stime, potrebbe portare alla scomparsa del 90% di questi ecosistemi nei prossimi vent’anni. Senza di esse le isole non potranno continuare a ingrandirsi a lungo, anche se per ora gli scienziati non riescono a fare una stima precisa dei tempi.

Il fatto che la natura riesca a garantire l’esistenza di isole che crescono è estremamente affascinante. Presto non sarà più possibile. Takehiko Nakao, presidente della Asian Development Bank, ha affermato che per gli abitanti degli atolli il cambiamento climatico non è una remota minaccia futura. È una piaga concreta. Lo stesso vale per ognuno di noi. Futuro e presente non sono più scindibili.

REDAZIONE
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