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Inquinamento Ue, nel 2019 emissioni giù del 4% rispetto all’anno precedente

E' la diminuzione più significativa avuta dal 2009 a oggi. Dal 2014 sono stabili sotto il 20%. Positivi anche i dati sulle sostanze dannose per l'ozono

Emissioni mai così in calo nell’Unione Europea come nel 2019. Rispetto al 2018, il dato relativo ai gas serra sprigionati in atmosfera è calato di quasi il 4 percento, la diminuzione più significativa avuta dal 2009 a oggi. A rivelarlo,  l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) in un report pubblicato a settembre. “La tendenza riflette la forte e continua crescita delle energie rinnovabili in Europa e la transizione dal carbone, innescata dall’innalzamento dei prezzi delle emissioni da questo combustibile”, si legge nella nota della AEA.

Unione europea inquinamento

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I dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente

Questa importante riduzione abbassa il livello di emissioni di circa il 24 percento rispetto a quelli del 1990. Se agli  Stati membri si aggiunge anche il Regno Unito, il dato cala ulteriormente al 26 percento. Le emissioni all’interno dell’Ue sono rimaste stabilmente sotto l’obbiettivo del 20 percento fissato per il 2020 a partire dal 2014.

Il risultato positivo sorprende in quanto registrato in un periodo di crescita economica. Secondo l’AEA, evidenzia che gli sforzi fatti da Bruxelles e dai paesi membri in materia di inquinamento stanno producendo risultati. Il precedente crollo significativo del 2009 era arrivato infatti in concomitanza con un periodo di estrema difficoltà del sistema economico mondiale derivante dalla crisi dei mutui subprime e del mercato immobiliare americano. “Questo dimostra che è veramente possibile tagliare traguardi più ambiziosi entro il 2030, preparando il terreno per raggiungere la neutralità climatica nell’Unione Europea entro il 2050”, scrive ancora l’Agenzia europea.

Ozono, giù le sostanze chimiche dannose

Non si tratta dell’unico risultato positivo registrato dall’AEA. L’Ue sta infatti raggiungendo anche i suoi obbiettivi per quanto riguarda l’eliminazione progressiva delle sostanze chimiche dannose per lo strato di ozono, come previsto dal Protocollo di Montreal. Il 2019 è stato il settimo anno consecutivo in cui l’Ue ha distrutto o esportato più sostanze nocive rispetto a quelle prodotte o importate. Anche in questo caso, i progressi evidenziano gli effetti positivi del regolamento europeo in materia di ozono, più stringente rispetto al Protocollo firmato in Canada.

Inquinamento e Covid-19

Le buone notizie riguardano il periodo precedente all’emergenza Covid-19. I dati dell’AEA che descriveranno l’impatto della pandemia sull’inquinamento da gas serra saranno pubblicati solo nell’autunno 2021. I lockdown e le misure restrittive nei diversi Paesi membri Ue hanno aumentato la qualità nell’aria durante la fase più grave della crisi. L’Agenzia riporta che tra marzo e giugno si sono registrati cali nelle emissioni di diossido di azoto fino al 70% negli Stati più colpiti, in particolare Spagna, Italia e Francia. Ora, con la ripresa delle attività economiche, le concentrazioni di emissioni sono risalite e in alcuni casi sono già tornate ai livelli pre-emergenza.

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