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Ingorghi stradali: ridurli per tagliare le emissioni

Ridurre gli ingorghi stradali sarebbe un sogno per tutti gli automobilisti. A trarne vantaggi sarebbe anche l’ambiente e la scienza è passata all’azione.

Gli ingorghi stradali rappresentano un cruccio per chiunque vi si sia trovato invischiato. Il loro impatto ambientale è devastante e alcuni ricercatori hanno deciso di provare a intervenire. Negli USA è stato, infatti, condotto uno studio sperimentale che, con l’impiego di nuove straordinarie tecnologie ha provato a fornire soluzioni. L’obiettivo è ora creare ampi programmi di azione per portare giovamento a clima, salute e produttività.

ingorghi stradali

Lo studio sugli ingorghi stradali:

Un team di scienziati del National Renewable Energy Laboratory e del Oak Ridge National Laboratory ha condotto uno studio sugli ingorghi stradali. Il progetto, della durata di 2 anni, è stato avviato nel 2019 e ha avuto come teatro Chattanooga, in Tennessee. La città conta 182.799 abitanti, ma rientra nelle 20 più congestionate dal traffico degli USA. Qui i ricercatori hanno collaborato con diverse realtà, fra cui autorità municipali e stradali e ben tre Università. Sono stati utilizzati vari strumenti, da camere automatiche a stazioni meteo, ma l’arma più importante è stato il supercomputer Eagle. Esso ha processato miliardi di dati e, grazie all’apprendimento automatico, ha svelato connessioni che avrebbero richiesto un lungo lavoro.

Ridurre gli ingorghi stradali:

John Farrel, del NREL, ha spiegato che il nuovo studio sugli ingorghi stradali è partito da presupposti ben precisi. L’obiettivo era, infatti, quello di trovare una soluzione concreta e la nuova strumentazione si è rivelata fondamentale. Grazie a essa gli studiosi si sono concentrati sulla Shallowford Road, un’autostrada che conduce dai sobborghi alla città. Con l’ausilio del supercomputer il team ha regolato i tempi dei quattro semafori e ciò ha permesso un risparmio di carburante del 16%. Ora l’obiettivo è lavorare anche su limiti di velocità dinamici e su azioni che permettano di evitare i continui start e stop, responsabili di tante emissioni.

Tagliare le emissioni:

Lo studio sugli ingorghi stradali condotto a Chattanooga rappresenta un punto di partenza. Gli scienziati mirano ora, infatti, a interventi su scala più ampia. Secondo le stime l’ottimizzazione del sistema permetterebbe di risparmiare 15 miliardi di litri di carburante all’anno negli USA, per un taglio dei consumi del 20%. Ogni persona trascorre, poi, in media 46 ore all’anno ferma al volante. Ridurle significherebbe un guadagno di produttività di 8.8 miliardi di ore annue. La pandemia ha ridotto il tempo speso nel traffico nelle grandi città del 26%, ma questo non deve illudere. Gli esperti si attendono un repentino ritorno alla normalità e progredire con gli studi in corso è vitale.

Ridurre gli ingorghi stradali potrebbe essere decisivo. Nel contesto del riscaldamento globale ogni intervento in grado di limitare le emissioni dovrebbe avere la massima priorità. Nessuno sentirebbe, poi, la mancanza delle lunghe ore passate nel traffico e, per una volta, ambientalisti e non rischierebbero di trovarsi dalla stessa parte della carreggiata.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.