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Il peso degli elementi artificiali è ora uguale a quello degli organismi viventi

L’insieme degli oggetti artificiali e quello della biomassa ora si equivalgono. A questi ritmi, il peso dei primi è destinato a triplicare entro il 2040

La trasformazione del pianeta in un mondo distopico in cui macchine e tecnologie dell’uomo cancellano la natura potrebbe essere più vicina di quanto si pensi. Nel 2020 il peso di tutti gli oggetti artificiali creati ha raggiunto quello della biomassa, cioè l’insieme di organismi animali o vegetali che abitano la Terra. La scoperta è arrivata da uno studio di un gruppo di scienziati del Weizmann Institute (Israele), pubblicato sulla rivista Nature.

Peso elementi naturali artificiali

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La parte vivente della Terra

Fino a poco tempo fa l’uomo si credeva troppo piccolo per sovrastare la natura. Ora, però, questa nuova analisi ribalta la prospettiva. Il ritmo delle nostre azioni e dei cambiamenti che stiamo causando sul pianeta procede a ritmi veloci, mentre la natura continua la sua ritirata. La prima parte dell’equazione è stata risolta un paio di anni fa con l’individuazione del peso di tutti gli organismi viventi sulla Terra, la biosfera: considerando solo le terre emerse (non mari e oceani quindi), è di 1,2 trilioni di tonnellate. Questo dato comprende anche il peso di tutti i pesci, i microbi nel suolo e gli alberi. Questi ultimi sono la parte più consistente, anche se prima dell’inizio delle deforestazioni erano circa il doppio degli attuali.


Il peso dell’uomo

Poi si è passati all’indagine della produzione industriale e dei flussi di massa di ogni tipo. Questa parte del lavoro è consistito nel ripercorrere lo sviluppo economico che si è avuto dall’inizio del 20° secolo. La Grande Accelerazione, accompagnata da un’esplosione del benessere, è arrivata dopo la Seconda Guerra Mondiale: dai 35 miliardi di tonnellate di manufatti del 1900 siamo passati ai 500 miliardi di tonnellate della fine del secolo. Ma la cifra è schizzata alle stelle negli ultimi 20 anni, raddoppiando e raggiungendo il peso della biomassa. E gli esperti prevedono che, a questi ritmi, triplicherà entro il 2040.

Cosa c’è tra gli oggetti artificiali

Ora gli oggetti artificiali, le “tecnospecie” per gli scienziati, sono molti di più delle 9 milioni di specie biologiche del pianeta. Ma individuare il totale delle cose create dall’uomo non è ancora possibile alle attuali capacità di calcolo. Quello che si può sapere è cosa sono queste cose: cemento ed elementi inerti rappresentano la quota più ampia, seguiti da mattoni, asfalto e metalli. Si tratta di numeri talmente grandi che la plastica passa in secondo piano. Non includono, tuttavia, l’enorme massa di materiale che l’uomo sposta nelle sue operazioni di trasformazione del territorio. Ad esempio, le rocce e la terra movimenta per costruire edifici o scavando miniere. Gli scienziati parlano di circa 30 trilioni di tonnellate di varie risorse terrestri usate e abbandonate.

Siamo nell’Antropocene

Il risultato dello studio conferma che stiamo entrando definitivamente in una nuova era geologica caratterizzata dall’alterazione degli equilibri naturali per mano dell’uomo: l’Antropocene. Dopo l’Olocene, epoca caratterizzata da condizioni stabili, l’impetuoso aumento della popolazione mondiale e la crescita dell’impatto delle nostre attività, dalla deforestazione all’inquinamento atmosferico, sono destinati a condizionare sempre più l’ambiente terrestre in cui si svolge ed evolve la vita.

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