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Il cambiamento climatico è tra le cause dell'ansia nei bambini

Il cambiamento climatico è tra le cause dell'ansia nei bambini

Gli psicologi parlano chiaro: il cambiamento climatico è tra le cause dell’ansia nei bambini. Un effetto collaterale del fenomeno che sta minando il benessere dei più piccoli.

Si tratta di una considerazione della Climate Psychology Alliance dell’Università di Bath nel Regno Unito. Il cambiamento climatico è tra le cause dell’ansia nei bambini, specialmente se si tratta di soggetti esposti a visioni catastrofiche del futuro.

Il cambiamento climatico e i suoi effetti psicologici

L’allarmismo riguardante il riscaldamento globale è, da un punto di vista ecologico, più che motivato. Tuttavia non si può fare a meno di prendere in considerazione anche i suoi effetti collaterali, tra cui il fatto che il cambiamento climatico abbia indotto uno stato d’ansia nei bambini, a causa della sua narrazione. Gli psicologi sembrano non avere dubbi: si tratta di una realtà sempre più diffusa che vede i più giovani cadere in un costante stato d’ansia e costernazione rispetto al futuro del Pianeta. Il termine coniato dagli esperti è «eco-anxiety» e sembra avere le stesse manifestazioni di condizioni di ansia considerate patologiche. La differenza che gli addetti ai lavori evidenziano risiede, tuttavia, nel fatto che tale stato presenta una causa ben precisa e concreta. Fattore che la differenzierebbe dagli altri casi.

Che l’allarmismo sul cambiamento climatico sia tra le causa dell’ansia nei bambini è preoccupante, ma ignorare o sottovalutare il riscaldamento globale sarebbe molto peggio. La soluzione che danno gli esperti al problema è cambiare la modalità di esposizione del problema. Il cambiamento climatico può essere presentato semplicemente come l’evento catastrofico che è, ma si può anche raccontare il fenomeno concentrandosi sulle azioni concrete da compiere per provare a porvi rimedio. Si tratta di due visioni veritiere che, tuttavia, dipingono degli scenari completamente diversi. L’obiettivo sarebbe dunque quello di sostituire la rassegnazione con la propositività, e così lo stato d’ansia con la voglia di fare.

Il cambiamento climatico deve preoccupare i bambini, ma col fine di spingerli a comportamenti più consapevoli e a un maggiore rispetto per l’ambiente. Non certo per condannarli a una condizione di ansia cronica. Resta ai più grandi l’onere di veicolare il giusto messaggio.


Fabrizio Inverardi
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Chitarrista, motociclista, da sempre appassionato di scienza, tecnica e natura. Sono laureato in Psicologia del Lavoro e della Comunicazione. Curioso per natura amo i viaggi, il buon vino e scoprire cose nuove. Da qualche anno nel settore del marketing digitale e della comunicazione.
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Chitarrista, motociclista, da sempre appassionato di scienza, tecnica e natura. Sono laureato in Psicologia del Lavoro e della Comunicazione. Curioso per natura amo i viaggi, il buon vino e scoprire cose nuove. Da qualche anno nel settore del marketing digitale e della comunicazione.
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