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I parchi fotovoltaici possono aiutare a ripopolare l’ambiente di api. Ecco come

I parchi fotovoltaici hanno la possibilità di diventare un habitat ideale per le api aiutando a contenere il declino della popolazione.

Spesso i parchi solari non sono visti come esattamente amici dell’ambiente, almeno dal punto di vista del consumo del territorio. Distese più o meno vaste di terreno vengono dedicate alla presenza dei pannelli, togliendo spazio a foreste o all’agricoltura. Eppure con alcuni semplici accorgimenti i parchi fotovoltaici potrebbero diventare l’habitat ideale per api, bombi e altri insetti impollinatori, contribuendo così perlomeno ad arginare il declino della loro popolazione.

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Foto: krzysztofniewolny @Pixabay

Parchi fotovoltaici in aiuto delle api

È quanto mostrerebbe una nuova ricerca che arriva dal Regno Unito. Secondo i dati preliminari raccolti dall’Università di Lancaster, una gestione mirata dei parchi fotovoltaici potrebbe rappresentare un aiuto concreto per api e altri insetti impollinatori. In una simulazione condotta dal gruppo di ricerca è stato mostrato come se i parchi fossero seminati con fiori selvatici invece che lasciati a prato, si potrebbe sostenere una popolazione di bombi fino a 4 volte maggiore.

I parchi fotovoltaici gestiti in questo modo, ricchi di risorse per gli insetti, aiuterebbero a garantire una maggiore popolazione fino a 1km di raggio attorno ai pannelli. Questo, specialmente in una area agricola, potrebbe fornire un aiuto essenziale alle coltivazioni garantendo la presenza di impollinatori.

Sarebbero necessari degli incentivi

Secondo Hollie Blaydes ricercatrice presto l’Università di Lancaster: “I nostri risultati forniscono la prima prova quantitativa che i parchi fotovoltaici potrebbero essere utilizzati come strumento di conservazione per supportare e potenziare le popolazioni di insetti impollinatori”. Con una popolazione in declino, ogni aiuto per api e bombi sarebbe ben accetto. Una gestione a prato fiorito tuttavia rappresenterebbe per i gestori dei parchi fotovoltaici un costo aggiuntivo.

Spesso inoltre, almeno nel Regno Unito, la proprietà dei parchi passa di mano molto frequentemente rendendo complicato un progetto a lungo termine. Con sovvenzioni e incentivi tuttavia sarebbe possibile trasformare i parchi fotovoltaici da agente di consumo del territorio a habitat ideale per gli impollinatori

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.