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Gli orti urbani più strani del mondo

Nel mondo esistono degli orti particolarmente strani, sia per la posizione che per il modo in cui sono mantenuti in ordine: in molti lavorano comuni cittadini.

In giro per il mondo sono disseminati alcuni orti urbani particolarmente strani, uno addirittura in un aeroporto, sponsorizzato da una compagnia aerea. Molti sono gestiti da persone comuni, che si ritrovano quotidianamente a coltivare il proprio piccolo appezzamento di terreno fianco a fianco con altri appassionati dal pollice verde. Abbiamo raccolto i più stravaganti per modalità di gestione e luogo.

JFK – New York

jfk orto urbano

Sotto le ampie ombre degli aerei in partenza dall’aeroporto internazionale J.F.K. di New York sta un orto tra i più impensabili al mondo, voluto dalla compagnia aerea statunitense Jet blu, 7.500 metri quadrati di orto in cui avranno spazio circa mille piante di patate insieme a duemila piantine tra menta, rucola, barbabietole, aglio, cipolle e spinaci.
A rendere il progetto ancora più interessante sono i materiali impiegati, quasi esclusivamente frutto di riciclaggio, e i fertilizzanti, provenienti dal compostaggio dei rifiuti organici dei ristoranti ospitati nell’aeroporto (si parla di circa 300 Kg di scarti al giorno). Una sfida sicuramente particolare è stata selezionare le piante, poiché era imprescindibile scegliere varietà che non attirassero uccelli, una delle maggiori minacce per i velivoli in transito per l’hub internazionale.


Prinzessinnengarten – Berlino

Prinzessinnengarten orto urbano

Nato dall’idea di riconvertire spazi non utilizzati nel cuore della capitale tedesca, l’orto urbano di Berlino racchiude 6.000 mq di terreno coltivato, gestito da dall’associazione Verde Nomade, che fa propria una filosofia di coltivazione, appunto, itinerante. Altro padrone indiscusso in questo caso è il riutilizzo di materiali di scarto, i vasi infatti sono ricavati dai più svariati contenitori salvati dalla discarica.
Sono passati anni ormai da quando le prime piante vennero sistemate in questo orto e l’idea originale si è molto ampliata nel frattempo, fino a comprendere un bar, una zona gioco per i più piccoli e addirittura un mercato delle pulci.

Todmorden – Inghilterra

todmorden orto

Nella piccola cittadina semisconosciuta di Todmorden, in Inghilterra, una crisi alimentare senza precedenti ha spinto gli abitanti della cittadina a costruire un orto sociale, condiviso con tutti. Bordi delle strade, aiuole, rotonde, parchi e giardini, tutti occupati con orti in cui la partecipazione è aperto perfino agli studenti. Con 15.000 abitanti si stima che l’intera cittadina potrà raggiungere la sua dipendenza alimentare entro poco tempo, nel 2018.

Orto urbano (Jardins Partages) – Parigi

jardins partages orto

Altro esempio di orto sociale, questa volta però rimanendo saldi sul continente, quello di Parigi sta prendendo la direzione di un’intera rivoluzione culturale, pianificando di arrivare a più di cento ettari tra muri e terrazzi verdi. Dal 2007 l’attività è in corso, non solo con l’obbiettivo di portare ai cittadini la propria produzione, ma anche per limitare l’inquinamento, sonoro compreso.

Orti Dipinti – Firenze

orti dipinti Firenze

Concludiamo con un orto nostrano, quello di Firenze, «un luogo dove la terra è di nessuno, ma il lavoro per coltivarla è di tutti, così come il suo raccolto.» come riporta il sito ufficiale. Sorge in Borgo Pinti 76, da qui il suo nome, sulle rovina di un ex pista d’atletica. Le attività sono molteplici, dalla raccolta dell’acqua piovana alla coltivazione di funghi, passando per un’area adibita agli orti stagionali e una serra dove tenere diversi workshop.

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