Foschia estiva, cos’è e perché si forma con il caldo
L’espressione foschia estiva potrebbe sembrare un ossimoro ma non è così. Il fenomeno è caratterizzato dalla presenza di minuscole goccioline in sospensione in atmosfera, che si sollevano vicino a determinate superfici, a causa di differenze di temperatura rilevanti tra queste e l’aria circostante. La dinamica è diversa da quella all’origine della nebbia e non va confusa nemmeno con quella della cosiddetta foschia da colore.

Cos’è la foschia estiva?
La foschia è un fenomeno molto presente sul nostro territorio, sia nella sua versione più classica, sia in quella estiva, talvolta meno considerata. Quando si parla di foschia si fa riferimento alla sospensione in atmosfera di diverse goccioline di acqua, che inficiano la visibilità, a causa dell’interazione con la luce. Per la precisione ci troviamo faccia a faccia con la dinamica quando la visibilità scende al di sotto de 15 chilometri.
La foschia si forma quando l’aria calda carca di umidità incontra masse d’aria o superfici che presentano una temperatura minore. Essa, quindi si raffredda a sua vvolta e le goccioline condensano. Polveri sottili, pulviscolo e altre particelle in sospensione facilitano il processo, fungendo da nuclei di condensazione. Lo stazionare di alta pressione, che impedisce il rimescolamento d’aria, fa da altra condizione base.
Perché si forma quando fa molto caldo?
La foschia, come la nebbia, è un fenomeno tipicamente invernale in teoria, ma la sua versione estiva è in realtà più frequente di quanto si pensa. A innescare la dinamica quando fa molto caldo possono essere diverse situazioni. In cima alla lista troviamo la presenza di bacini d’acqua di dimensioni importanti, come laghi e mari. In questo caso l’aria si trova a contatto con superfici più fredde e le goccioline d’acqua in sospensione arrivano a condensare rapidamente.
In zone non costiere a caratterizzare il fenomeno è, invece, la capacità del suolo e delle aree d vegetazione di raffreddarsi rapidamente durante la notte. L’aria calda e umida, a contatto con esso, si raffredda a sua volta e si forma la foschia. L’alba è il momento in cui si creano le condizioni più favorevoli al processo.
Che differenza c’è con la nebbia e la caligine?
La foschia non va confusa né con la nebbia né con la caligine, con cui condivide alcune caratteristiche. Anche la nebbia è caratterizzata dalla sospensione in atmosfera d minuscole goccioline d’acqua in grado di alterare la visibilità, ma si tratta di uno strato più denso, in cui, quindi, la luce fatica maggiormente a filtrare. Si parla, quindi, di nebbia quando la visibilità scende al di sotto di 1 chilometro.
La caligine è, invece, uno strato di opacità causata dalla presenza di particelle solide in sospensione nell’aria. I protagonisti del fenomeno sono, quindi, solitamente polveri sottili, pulviscolo, particelle inquinanti, fumo e granelli di sabbia. A cambiare è, in questo caso, insomma, la composizione dell’aria. Al di sopra del 75% d’umidità si parla di foschia, mentre al di sotto di tale valore ci troviamo nel regno della caligine, talvolta definita foschia secca.
Per completare il quadro sulla foschia estiva, bisogna specificare che essa va distinta da quella che viene definita foschia da calore, o miraggio inferiore. In questo caso la luce attraversa prima una massa d’aria più fredda in quota, poi un’altra più calda vicino al suolo. Quest’ultima, che è meno densa, “piega” e raggi solari in modo anomalo e i nostri occhi interpretano la deviazione restituendoci immagini distorte.






