Eventi climatici estremi, tra le vittime anche gli uccelli
Gli eventi climatici estremi non sono un problema solo per noi umani ma anche per gli animali. A ribadirlo ci ha pensato uno studio pubblicato in Global Change Biology che ha specificato che fenomeni simili sono in grado di far precipitare le chance di sopravvivenza degli uccelli. Il problema per i pulcini diventa aumentare la massa corporea ma la natura sembra determinata a vendere cara la pelle.

Quali sono le conseguenze degli eventi climatici estremi per gli uccelli?
Gli eventi climatici estremi si rivelano per gli uccelli una minaccia non da poco. I problemi maggiori interessano gli esemplari appena nati o particolarmente giovani. Per questi ultimi i fenomeni meteo anomali possono tradursi in una crisi delle dinamiche di crescita e quindi in una brusca riduzione delle chance di sopravvivenza. Rientrano dunque tra i pericoli tanto le piogge torrenziali improvvise e/o prolungate, quanto le ondate di gelo fuori stagione e quelle di calore particolarmente severe o estese nel tempo.
L’impatto degli eventi cambia da luogo a luogo. Nell’Europa mediterranea, allora, il caldo estremo espone gli animali a rischi enormi, mentre nel Regno Unito, dove le colonnine di mercurio si mantengono per la maggior parte entro certi range, eventi simili possono persino fare da incentivo per la vita.
Aumento degli eventi climatici estremi e uccelli
A concentrarsi su quanto gli eventi climatici estremi possano essere pericolosi per gli uccelli ci ha pensato un team dell’Università di Oxford. I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 80.000 cinciallegre selvatiche, raccolti in 60 anni tra i boschi di Wytham a Oxford. Queste informazioni sono state poi incrociate con quelle metereologiche giornaliere per individuare il verificarsi di fenomeni anomali in periodi particolarmente critici per i volatili.
Ne è emerso che avere a che fare con il freddo estremo nella prima settimana di vita, o con piogge torrenziali in quelle immediatamente successive, può tradursi in una riduzione della massa corporea del 3%. La combinazione di caldo torrido e precipitazioni intense fa salire il valore al 27, soprattutto per le covate che si schiudono più tardi nella stagione riproduttiva.
Eventi climatici estremi: i recenti sviluppi
La natura non rimane ferma a guardare mentre gli eventi climatici estremi si moltiplicano. Il problema è rappresentato, per gli uccelli, soprattutto dal fatto che i pulcini appena nati, privi di piume, faticano a regolare la propria temperatura corporea. Durante le ondate di freddo, dunque, utilizzano gran parte delle proprie energie per tenersi al caldo e quando ondate di calore e piogge torrenziali in concomitanza limitano la disponibilità di cibo, la dinamica rischia di tradursi in una potenziale catastrofe.
Molti uccelli stanno dunque arrivando ad anticipare il momento della nidificazione. Ciò permette ai volatili di approfittare degli occasionali rialzi delle temperature, che favoriscono il proliferare degli insetti, loro prede ideali. Ad aumentare sono però anche i pericoli di trovarsi invischiati in ondate di gelo tardive, anche se il bilancio rimane comunque leggermente a favore delle strategie di adattamento che la fauna sta adottando.
Per la natura rispondere agli eventi climatici estremi è una necessità e gli uccelli non fanno eccezione. Gli autori dello studio hanno spiegato che monitorare i cambiamenti su scala locale per comprendere le strategie di adattamento e favorirle rappresenta il primo passo nella messa a punto di piani di conservazione efficaci.






