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Entro 10 anni il fotovoltaico supererà il carbone come fonte di elettricità

La riduzione dei costi per gli impianti sta rendendo sempre più competitiva l'energia solare. Presto potrebbe raggiungere una quota di mercato dell'80%

Le fonti rinnovabili supereranno presto il carbone come fonte di energia elettrica. La previsione arriva dall’ultimo report dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE). I pannelli fotovoltaici, riferisce l’ente con sede a Parigi, stanno diventando più economici degli impianti alimentati a carbone e gas naturale. Questi costi inferiori, insieme agli sforzi della maggior parte dei governi nel contenere le emissioni, accelereranno questo passaggio di testimone portando le rinnovabili ad acquisire l’80 percento del mercato nella generazione di elettricità entro il 2030.

Rinnovabili solare carbone

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I dettagli del report

Le proiezioni dell’AIE tengono conto di un’evoluzione positiva dell’attuale crisi. Lo scenario delineato diventerà realtà se l’emergenza sanitaria sarà messa sotto controllo entro il prossimo anno, con l’economia mondiale tornata ai livelli precedenti alla pandemia. Nell’elaborazione delle previsioni, l’Agenzia ha fatto riferimento alle politiche e gli obbiettivi annunciati dai governi, intenzioni che si presume saranno trasformati presto in piani concreti.

In tutto il mondo, infatti, gli sforzi per tagliare le emissioni di gas serra, responsabili del surriscaldamento globale e dei cambiamenti climatici, si stanno intensificando. Il passaggio dai combustibili fossili alle energie pulite per la produzione di elettricità è al primo posto delle agende per l’ambiente dei governi. Le fonti green primarie rimangono le centrali idroelettriche. Il solare, tuttavia, sta diventando velocemente competitivo grazie al calo dei costi di produzione e di installazione dei pannelli degli impianti.

Il solare sta diventando il nuovo re nei mercati dell’elettricità del mondo” – ha detto Fatih Birol, direttore esecutivo dell’AIE –. In base alle politiche attuali, è sulla strada per raggiungere nuovi record di sfruttamento ogni anno a partire dal 2022”.

Il declino di carbone e gas naturale

In parallelo, ha specificato il report, gas naturale e carbone avranno un progressivo declino nei Paesi sviluppati, specialmente nei Paesi europei. Entro il 2025, 275 gigawatt di elettricità della produzione globale non deriveranno più dal carbone, un quota pari al 13 percento del produzione complessiva del 2019. Uno switch off che riguarderà soprattutto gli Stai Uniti e il Vecchio Continente. Questa svolta compenserà ampiamente l’aumento nella richiesta di carbone nei Paesi asiatici in via di sviluppo.

La quota di carbone per la produzione di energia a livello mondiale calerà dal 37 percento del 2019 al 28 per cento del 2030, per poi crollare sotto il 20 percento entro il 2040. Una diminuzione che potrebbe diventare  ancora più consistente se i governi rafforzeranno le loro misure a favore dell’ambiente e della decarbonizzazione.

Gli investimenti da fare

Il quadro tracciato dall’AIE per i prossimi dieci anni fornisce anche indicazioni utili sugli investimenti da fare per cavalcare questa trasformazione. Al primo posto ci sono quelli sulle reti elettriche, infrastrutture che andranno modernizzate per renderle capaci di “assorbire” energia da fonti alternative a seconda della disponibilità: il solare durante le belle giornate e l’eolico nei periodi ventosi. Per i miglioramenti necessari, si prevede che gli investimenti raggiungeranno i 460 miliardi di dollari nel 2030, oltre due terzi di quanto speso l’anno scorso.

REDAZIONE
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