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Ecoturismo in Cina: ecco il nuovo piano economico del Paese

Il settore dell’ecoturismo in Cina è in rapida evoluzione e, anche se le difficoltà non mancano, le prospettive per ambiente e locali lasciano ben sperare.

L’ecoturismo in Cina è destinato a occupare un posto di rilievo. In passato la tutela degli ecosistemi del Paese non si è rivelata semplice, ma ora l’obiettivo è coinvolgere le popolazioni locali. Partecipazione, consapevolezza e incentivi sono le parole chiare e, mentre la transizione sembra già in atto, in futuro si prospettano interessanti cambiamenti.

ecoturismo in Cina

Ecoturismo e difficoltà:

Promuovere l’ecoturismo in Cina non è mai stato semplice. Il Paese è sempre stato diviso tra la volontà di tutelare la natura e la spinta a sfruttarla per alimentare l’economia. La valle di Jiuzhaigou, culla di biodiversità, lo dimostra. Essa fu dichiarata zona protetta nel 1982, ma nel 2004 il governo è stato costretto a chiudere le strutture per l’alto tasso di inquinamento. In altri territori, poi, l’istituzione di riserve naturali ha portato a interferenze tra animali selvatici e attività locali. Tra le Qinling Mountains gli attacchi di cinghiali e orsi hanno danneggiato gravemente le colture e gli indennizzi governativi non sono stati ritenuti adeguati.

Partecipazione all’ecoturismo:

Per far decollare l’ecoturismo in Cina il governo punta sul coinvolgimento della popolazione locale. L’obiettivo è fornire loro una collocazione nella nuova economia e farli sentire parte del progetto. Nel Giant Panda National Park il governo ha reclutato un componente per nucleo familiare come ranger. Molti vivevano grazie all’allevamento di yak e, nonostante il salario ora contenuto, hanno affermato di sentirsi più stabili. Un’educazione che favorisca la consapevolezza è altrettanto importante. Nella contea di Zaduo i locali sono stati resi responsabili del turismo legato ai leopardi delle nevi. Dopo una breve istruzione si occupano di tutta l’organizzazione e percepiscono le intere entrate. Ciò permette di fornire opportunità anche ai giovani in zone prima senza sbocchi.

Il nuovo piano:

Perché l’ecoturismo in Cina possa funzionare Terry Townshend, consulente del governo di Pechino, ha affermato che servono tre elementi. La base è un ambiente ricco di biodiversità da valorizzare. Sono necessari poi una comunità forte, capace di cooperare e di affrontare sfide economiche e sociali, nonché un solido sostengo governativo. La transizione non è, infatti, immediata e, soprattutto all’inizio, gli incentivi sono fondamentali. Alle comunità devono essere dati i mezzi per cambiare vita, senza costrizioni, perché la natura diventi una risorsa che loro stesse vogliono valorizzare. Il rischio è che vengano accentuati divari socio-economici preesistenti, ma, dove progetti simili attecchiscono, la popolazione si mostra solitamente soddisfatta.

Puntare sull’ecoturismo in Cina significa affrontare varie sfide. Entrare in sintonia con le realtà rurali non è semplice, ma non si è mostrato nemmeno impossibile. Un settore che unisca i concetti di rispetto per la natura, sostenibilità e partecipazione non può che suscitare ammirazione. In un mondo post-pandemia la speranza è che questa scelta si dimostri più di un astratto piano.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.