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Distinguere api, vespe e calabroni: ecco la differenza

Confondere api, vespe e calabroni non è raro, ma conoscere la differenza fra tali insetti aiuta a capire come comportarci in caso di incontri ravvicinati.

Api, vespe e calabroni sono insetti tra loro apparentemente simili, ma a un’attenta analisi la differenza appare piuttosto evidente. Distinguerli è cruciale per mantenere la calma in caso di faccia a faccia indesiderati e può aiutarci a decidere quali comportamenti adottare. I pericoli sono, fortunatamente, contenuti e, anzi, forse la priorità per l’uomo è imparare a non fare danni.

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Foto: Johann Piber @Pexels

Api

Per capire quale sia la differenza tra api, vespe e calabroni è importante conoscere le caratteristiche delle singole specie. Le api sono insetti di piccole dimensioni. Le operaie misurano in genere tra 1 e 1.5 cm, mentre le regine arrivano a 2 cm. Il loro corpo è peloso e ricoperto di striature gialle e nere. Le strisce chiare presentano una colorazione cupa e virano, a volte, verso l’ocra. Le api sono animali sociali e vivono all’interno di alveari, costruiti con la cera. Si nutrono di nettare e polline. In quanto insetti impollinatori in rapido declino, sono, dunque, considerate specie protetta. Il pungiglione, interno al corpo, rappresenta per loro l’ultima risorsa, poiché, una volta inferta la puntura, muoiono in pochi minuti. Il loro comportamento è, dunque, non aggressivo.

Vespe

La differenza tra api e vespe è individuabile con un solo sguardo. Le vespe sono, in primis, leggermente più grandi: le operaie arrivano a 1.7 cm di lunghezza mentre le regine toccano i 3 cm. Il loro corpo, privo di peluria, mostra un caratteristico restringimento tra torace e addome. Il primo è nero con macchie gialle, mentre il secondo presenta striature nero-gialle simili a quelle delle api, ma di colore più acceso. Le vespe vivono all’interno di nidi costruiti impastando il legno con la propria saliva e sono insetti prevalentemente carnivori. Cacciano, dunque, altri insetti, ma si nutrono anche di cibo zuccherino. Il pungiglione, più visibile di quello delle api, permette loro di pungere senza morire. Ciò rende il loro comportamento meno prudente per quanto tendenzialmente non aggressivo.

Calabroni

Dopo aver compreso la differenza tra api e vespe, imparare a riconoscere anche i calabroni aiuta a completare il quadro. Questi, appartenenti alla stessa famiglia delle vespe, sono immediatamente riconoscibili grazie alle loro dimensioni. Gli esemplari toccano i 2.5 cm di lunghezza, ma le regine raggiungono anche i 5 cm. Il loro addome presenta una colorazione simile a quello di api e vespe, ma il giallo delle striature appare più marcato. Il capo è giallo-rossastro, come le ali, e il ronzio emesso in volo risulta particolarmente rumoroso. Si tratta di insetti carnivori che, come le vespe, sono spesso attratti dal cibo umano. La loro puntura è dolorosa e, in un meccanismo identico a quello delle vespe, rilascia nella ferita feromoni in grado di attirare altri esemplari. Avvicinarsi ai nidi è, dunque, rischioso.

La differenza tra api, vespe e calabroni è, insomma, piuttosto marcata. Capire se siamo di fronte a una specie infestante o a una protetta appare rilevante. In nessun caso la puntura risulta piacevole, ma, a meno di allergia o di attacchi ripetuti, il dolore è l’unico effetto collaterale. Chissà che la consapevolezza non renda più semplice restare fermi abbastanza a lungo da riuscire a effettuare l’analisi.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.