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Diavoli della Tasmania in aiuto dell’ecosistema: il piano

I diavoli della Tasmania vengono reintrodotti in Australia dopo 3000 anni. Gli scienziati sperano che riportino l’equilibrio in un ecosistema devastato.

diavoli della Tasmania sono un simbolo dell’Australia, ma da 3000 anni non abitano la parte continentale. Dopo vari studi gli scienziati hanno deciso di introdurne un numero limitato in una zona protetta. Con le loro caratteristiche e la loro voracità dovrebbero costituire un toccasana per la biodiversità australiana e per l’ambiente devastato da incendi e attività umana. Il progetto presenta delle sfide, ma potrebbe aprire a iniziative simili

Diavoli Tasmania

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I diavoli della Tasmania:

I diavoli della Tasmania sono mammiferi marsupiali carnivori. Hanno le dimensioni di un comune cagnolino. I maschi pesano circa 8kg per un’altezza di 68 cm. La loro pelliccia è scura e sono dotati di piccoli musi allungati con potenti mascelle. Sono in grado di fare a pezzi le carcasse in pochi minuti, Gli esemplari di diavoli della Tasmania sono bruscamente diminuiti a causa dei dingo e delle volpi rosse. Negli anni 90 una malattia altamente contagiosa nota come Devil Facial Tumor Disease li ha ulteriormente decimati. Ora gli esemplari in natura sono 25 000 relegati nell’omonima isola.


La sfida della reintroduzione:

Gli scienziati hanno reintrodotto i diavoli della Tasmania nell’Australia continentale insieme a diverse associazioni ambientaliste. Sono stati recintati 400 ettari di terreno e in quest’area, chiamata Barrington Wildlife Sanctuary, sono stati liberati i diavoli della Tasmania. 15 sono stati introdotti a marzo e altri 11 il 10 settembre. Gli scienziati hanno dotato gli animali di collari radio per monitorarne gli spostamenti e, nella prima fase, hanno fatto in modo che trovassero cibo. “Ora” afferma Tim Faulkner, presidente dell’associazione AussieArk per la protezione della specie, “Spetta ai diavoli cavarsela”. Solo nell’estate del 2021 si potranno avere informazioni precise sull’aumento degli esemplari e sul loro impatto.

L’impatto dei diavoli della Tasmania sull’ecosistema:

I diavoli della Tasmania sono stati reintrodotti per contrastare quei predatori che stanno distruggendo l’ambiente. I gatti selvatici, per esempio, in Australia, uccidono ogni anno più di 2 miliardi di animali. David Hamilton, ricercatore all’University of Tasmania, afferma che i diavoli li inibiscono. Non li mangiano, ma li costringono a cacciare di giorno e non di notte. Questo li rende meno letali. Spesso poi i diavoli si nutrono di carcasse e questo accentua il loro ruolo di spazzini.  La reintroduzione non dovrebbe intaccare negativamente né l’ambiente, né l’uomo. Il progetto, comunque, è stato avviato in un’area recintata proprio per un maggior controllo.

Gli scienziati stanno approfittando del programma sui diavoli della Tasmania per reintrodurre anche altre specie protette. L’idea è quella di un futuro di re-wilding. Secondo Faulkner tra 100 anni questo progetto verrà visto come un raggio di sole in un periodo molto buio per l’ambiente australiano. Mentre attendiamo non possiamo che sperare che abbia ragione.

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