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Copenaghen Fashion Week all’insegna della sostenibilità

Entro il 2022 la Copenaghen Fashion Week sarà 100% sostenibile, pena l’esclusione dalla manifestazione. Ecco i punti del programma visionario.

Ci sono alcuni mesi dell’anno, quelli a cavallo tra gennaio e febbraio e tra agosto e settembre dove la moda diventa la protagonista. Sono i mesi delle Fashion Week che si susseguono una dopo l’altra tra Parigi, Londra, Milano e New York. A queste si accompagnano «eventi minori», ma che non passano certo inosservati come la Copenaghen Fashion Week che ha deciso di rendersi 100% sostenibile entro il 2022. Il tema della sostenibilità della moda è stato a lungo al centro di diverse polemiche, non solo per quanto riguarda il fast fashion. Non è un caso infatti che il numero di Gennaio 2020 di Vogue Italia fosse senza foto: realizzare sfilate, campagne fotografiche e abiti ha un impatto significativo sul clima e sull’ambiente e in un epoca segnata dai cambiamenti climatici sono necessarie delle inversioni di tendenza.

Copenaghen Fashion Week sostenibilità
Foto da profilo Instagram cphfw

La svolta della Copenaghen Fashion Week per l’ambiente

I provvedimenti messi in atto dalla Copenaghen Fashion Week per la sostenibilità sono stati dichiarati a gran voce dal suo amministratore delegato, Cecile Thorsmark, durante la cerimonia di apertura e si integrano con quanto già previsto da Agenda 2030, il progetto delle Nazioni Unite per uno sviluppo sostenibile. I 17 obiettivi fissati sono stati definiti dallo stesso AD, «ambiziosi ma non […] impossibili da raggiungere» e inseriti all’interno di un piano triennale che le maison dovranno mettere in atto entro il 2022, pena l’esclusione dalla manifestazione.

Tra i punti fondamentali per la svolta sostenibile della Copenaghen Fashion Week ci sono l’utilizzo di almeno il 50% di tessuti biologici o riciclati, il veto di distruggere gli abiti invenduti e la realizzazione di sfilate zero waste. In questo senso, si sono già mossi eliminando le bottigliette di plastica, mentre le grucce appendiabiti scompariranno entro i prossimi due anni. Anche le emissioni di gas serra delle sfilate saranno tenute sotto controllo, non solo utilizzando veicoli elettrici per gli spostamenti, ma anche studiando soluzioni digitali per permettere agli spettatori di assistere alla manifestazione senza dover prendere l’aereo.


Monitoraggio della carbon footprint, tessuti riciclati e zero waste riusciranno a diventare le parole chiave anche degli altri eventi mondani in giro per il mondo oltre alla Copenhagen Fashion Week? Difficile dirlo, ma sicuramente si riveleranno essere mosse necessarie per la salvaguardia del pianeta.

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Dopo una Laurea in Ingegneria mi sono allontanata dai numeri e avvicinata a nuove forme di espressione, come la fotografia e la scrittura. Il mio blog, Il Cucchiaio Verde, racchiude entrambe le passioni e ha come filo conduttore uno stile di vita vegetariano.