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Coltivazioni sostenibili nell’Artico: un’idea rivoluzionaria

L’idea di mettere a punto coltivazioni sostenibili nell'Artico è molto più interessante di quanto si possa immaginare: le isole Svalbard hanno le più alte emissioni di CO2 pro capite del mondo, ma potrebbe esistere una soluzione.

Le coltivazioni sostenibili nell’Artico sembra essere un’utopia, ma Ben Vidmar vuole trasformare questa idea in realtà, e per dei motivi molto interessanti. Il problema è facile da individuare: le popolazioni che vivono a ridosso dei poli producono una quantità di anidride carbonica pro capite molto maggiore rispetto al resto del mondo. Anche le verdure incidono su questo dato, visto che vengono trasportate via nave e, nella maggior parte dei casi, sono confezionate in plastica.

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Foto di Polar Permaculture

Come si coltivano verdure sostenibili nell’artico

Ben Vidmar ha costruito la sua serra a Longyearbyen, la città più a nord del pianeta, con l’idea di trovare un modo per coltivare verdure in uno dei luoghi meno ospitali del pianeta. Lo sforzo è quello di trovare nuovi metodi per ridurre l’impatto ambientale degli insediamenti situati nei luoghi più estremi del pianeta, riuscendo a impostare una filosofia di lavoro a chilometro zero ancora più radicale.

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Foto di Polar Permaculture

Ma coltivare in zone del mondo dove il sole può sparire per mesi e può esserci luce 24 ore su 24 per settimane non semplice. Attualmente la serra non è ancora in grado di lavorare senza l’aiuto del sole, ma il piano è di riuscire ad adattarsi anche a questo inconveniente, cercando una combinazione di energia rinnovabile e luci artificiali.

I prodotti attualmente messi in commercio vengono utilizzati dai ristoranti, che forniscono a Ben Vidmar gli scarti organici necessari per produrre compost. Già così si tratta di un sistema di coltivazioni sostenibili, ma in futuro le cose potrebbero andare ancora meglio. Questo tipo di progetti estremi non serve solo a livello locale, ma sprona anche i produttori a trovare nuove tecniche, applicabili poi in cambi diversi, magari lontano dal freddo rigido del Polo Nord.

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