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Clima: lanciato un satellite che monitorerà il livello degli oceani

Sentinel-6 proseguirà una serie di rilevazioni iniziate nel 1992. Con la sua tecnologia riuscirà a fotografare anche la situazione di coste, laghi e fiumi

Un nuovo “occhio” osserva gli oceani. Il 21 novembre è stato lanciato nello spazio il satellite Sentinel-6 “Michael Freilich”. La sua missione sarà quella di monitorare l’innalzamento del livello dei mari e fornire dati utili agli scienziati per comprendere meglio come avanza il cambiamento climatico sul nostro pianeta e molti altri fenomeni collegati. Il lancio di Sentinel-6, operazione congiunta di Europa e Stati Uniti,  permetterà di continuare una serie di misurazioni iniziata nel 1992.

Satellite monitoraggio innalzamento oceani

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Cosa farà Sentinel-6

In realtà non si limiterà a registrare solo l’altezza degli oceani, ma rivelerà anche come le grandi masse d’acqua si stanno muovendo sul pianeta cambiando la loro forma. Pesante quasi una tonnellata e mezzo e con una forma che ricorda una cuccia per cani, il satellite è decollato dalla base di Vandenberg (California) grazie a un razzo SpaceX Falcon-9.

Rispetto ai mezzi che l’hanno preceduto nella stessa missione, Sentinel-6 ha una capacità di volo nettamente superiore, caratteristica che gli consentirà di “vedere” in maniera più chiara anche cosa succede lungo le coste e come si comportano le acque interne, ovvero fiumi e laghi. Per valutare l’altezza degli oceani userà un altimetro radar, uno strumento che sparerà un segnale a microonde verso le superfici osservate per poi calcolare il tempo che metterà a tornare indietro. Dalla conversione di quel tempo si otterrà l’altezza.

Il mare non si alza in modo uniforme

Dalle registrazioni effettuate fino a oggi, è emerso che un terzo del livello di innalzamento dei mari è dovuto al fenomeno dell’espansione termica dell’acqua causata dai cambiamenti climatici. La parte rimanente è collegata invece allo scioglimento dei ghiacciai. I dati raccolti dicono che negli ultimi 28 anni gli oceani si sono alzati al ritmo di 3 millimetri all’anno. I dati più recenti, tuttavia, indicano che il fenomeno sta accelerando e sta per superare i 4 millimetri.

Il valore dei 3 millimetri però inganna. Non in tutto il pianeta mari e oceani salgono seguendo questo ritmo. Alcune aree li vedono alzarsi addirittura di un centimetro all’anno. Questo dipende da una moltitudine di fattori tra cui i cambiamenti nella circolazione delle correnti marine, quelli del calore del sole imprigionato dalle acque e alla non uniforme dispersione dell’acqua rilasciata dai ghiacciai in scioglimento. Riguardo quest’ultimo punto pochi sanno che la scomparsa di un ghiacciaio produce gli effetti più evidenti sull’innalzamento dei livelli degli oceani molto lontano dall’evento, praticamente dall’altra parte del mondo.

Chi usa i dati

I dati sull’innalzamento registrati da Sentinel-6 saranno sfruttati principalmente da oceanografi e climatologi, ma anche dai meteorologi. Nel segnale di ritorno che convertirà il satellite ci sono infatti informazioni importanti, ad esempio sullo stato di agitazione degli oceani e quindi sulla forza dei venti. Non va dimenticato infine che esiste una profonda relazione tra oceani e atmosfera, rapporto dimostrato bene dalla formazione degli uragani, che prendono la loro forza dalle calde acque tropicali. Il loro incresparsi, registrato da Sentinel con l’altimetro, permetterà quindi di individuare il tifone in corso di formazione.

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