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Cambiamenti fisici negli uccelli: la natura risponde al clima?

Alcuni cambiamenti fisici negli uccelli migratori sono attestati, ma comprendere quanto dipendano dal cambiamento climatico non è altrettanto immediato.

Da tempo il collegamento tra cambiamenti fisici negli uccelli e riscaldamento globale è al centro dell’attenzione per gli scienziati. Da un recente studio, condotto attraverso l’analisi di una mole impressionante di dati, sono emerse risposte sorprendenti. Ora gli esperti sono pronti a proseguire i lavori per stabilire in modo preciso le cause degli importanti mutamenti osservati.

cambiamenti fisici negli uccelli

Lo studio sugli uccelli:

In un recente studio un team della University of Michigan ha indagato nuovamente sui cambiamenti fisici negli uccelli migratori. Il team, guidato dalla biologa Marketa Zimova, ha raccolto dati su 70.716 esemplari appartenenti a 52 specie diverse, in collaborazione con il Field Museum. L’istituto ha infatti collezionato dati sugli uccelli migratori morti per collisione con edifici di Chicago tra il 1978 e il 2016. Il team mirava a spiegare la relazione tra mutamenti morfologici e fenologici negli uccelli migratori e cambiamento climatico, e il nuovo dataset è risultato determinante. Studi simili basati su radar meteo e bird-banding, non si erano, infatti, rivelati sufficienti.

Risposte sorprendenti:

I cambiamenti fisici negli uccelli migratori sono apparsi scientificamente evidenti. Uno studio del 2020 aveva rilevato che negli scorsi 40 anni i corpi degli uccelli migratori nordamericani si sono rimpiccioliti. Le ali e le zampe, invece, risultano più lunghe. Il nuovo studio ha anche confermato i precedenti dati sulle migrazioni primaverili, fornendone di nuovi su quelle autunnali. In primavera i primi uccelli migratori si spostano con 5 giorni di anticipo, mentre in autunno i più precoci si dirigono a sud ormai 10 giorni prima. Gli ultimi viaggi autunnali avvengono, invece, con una settimana di ritardo e la stagione è, dunque, dilatata.

Il ruolo del clima:

Attestare il collegamento tra cambiamenti fisici negli uccelli e clima si è rivelato complicato. Gli studi precedenti avevano ipotizzato una relazione di causalità. Le dimensioni corporee ridotte erano viste come una risposta al bisogno di efficienza nella dispersione di calore e le ali più lunghe erano considerate compensazioni. Il team ha ora cercato di associare i tassi di cambiamento morfologici e fenologici specie-specifici, dopo aver analizzato le tendenze temporali dei mutamenti. Gli scienziati hanno concluso che non esistono evidenze scientifiche sufficienti per confermare tale collegamento. I cambiamenti fisici sono dunque stati attribuiti al bisogno di migliorare l’efficienza di volo, evitando surriscaldamento, spreco d’acqua, nonché soste lunghe e numerose.

Il nuovo studio sui cambiamenti fisici negli uccelli ci ha ricordato che, a livello scientifico, nulla può essere dato per scontato, ma non possiamo considerarlo esaustivo. Indipendentemente dall’impatto del cambiamento climatico sappiamo che i volatili sono tra gli animali più disturbati dall’uomo. Dimenticare, sulle ali dell’entusiasmo, il ruolo devastante di inquinamento luminoso o acustico, sarebbe un’imperdonabile mancanza.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.