Ambiente

“Blob” esiste: è una melma policefala

Le ricerche sulla melma policefala chiamata “Blob” aiutano i ricercatori a comprendere l’evoluzione di quella che chiamiamo intelligenza.

La scienza continua a stupire, superando anche le più strane fantasie generate dalla mente umana. Questa volta la natura ha incantato i ricercatori con una sorta di “Blob”. In verità si chiama Physarum polycephalum ed è descritto come una melma policefala. Nonostante la sua apparente semplice forma, ha affascinato tante persone, al punto tale che qualcuno gli ha aperto un profilo su Twitter.

Blob esiste
Fonte: Pixabay

“Blob”, la melma policefala

Leggere “melma policefala” può essere fuorviante, ma “Blob” è difficile da descrivere. Non è un animale, né una pianta o un fungo, ma fa parte del regno dei protisti. Questo organismo vivente predilige gli ambienti umidi e senza luce, dove può trovare con facilità materia organica (per lo più in decomposizione) di cui nutrirsi.

“Blob” si presenta come un unico ammasso cellulare dotato però di diversi nuclei che può crescere e nutrirsi. Il fatto che sorprende maggiormente è quello che questa creatura sembra essere in grado di prendere decisioni. Sembra, ma in realtà semplicemente reagisce agli stimoli, anche se lo fa con una complessità tale da lasciare stupefatti se si pensa che non ha un vero e proprio cervello o un sistema nervoso.

Reagire agli stimoli

In precedenza i ricercatori avevano scoperto che “Blob” reagisce agli stimoli ambientali esterni. Per tanto, evita la luce e alcune sostanze chimiche, mentre è attratto dalle fonti di cibo. Inoltre, sembra essere in grado di scambiare informazioni con altri individui della sua stessa specie e a tenere traccia dei luoghi dove ha trovato delle risorse utili per la sua sopravvivenza.

Una delle ultime caratteristiche scoperte su “Blob” è legata alle modalità con cui cresce questa creatura. La melma policefala si sviluppa in base alle caratteristiche fisiche dell’ambiente che lo circonda se non ci sono altri stimoli alimentari o chimici ad influenzarne il comportamento.

Blob melma policefala
Fonte: Pixabay

L’esperimento

Sono stati i ricercatori della Harvard University e della Tuft University ad aver scoperto le ultime novità su “Blob” in merito alle modalità con cui cresce. Per raggiugere i loro obiettivi, gli scienziati hanno posizionato Physarum polycephalum al centro di una piastra Petri, mentre su un lato erano stati disposti tre dischetti di vetro e dall’altro un solo dischetto.

All’inizio “Blob” si è sviluppato in tutte le direzioni ma, ad un certo punto, ha preferito di estendere i propri prolungamenti verso l’area con i tre dischetti. Attraverso le simulazioni al computer è stato scoperto che la decisione è influenzata da alcune molecole (simili alle proteine Trp dei mammiferi) legate ad un meccanismo che percepisce la deformazione del terreno.

La scoperta rivela che la percezione biomeccanica potrebbe essere comparsa presto nella storia evolutiva degli organismi viventi. Inoltre, le ricerche su “Blob” e creature simili aiutano gli scienziati a capire maggiormente i processi che regolano il comportamento degli animali, tra cui l’uomo. Infine, “Blob” è usato anche come modello per studi di informatica e di robotica.

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Una passione per la natura coltivata fin da piccolo mi ha condotto a studiare Scienze dell’Ambiente e della Natura ma, in seguito ad un sogno rivelatorio (se si vuole credere a questa versione), mi sono ritrovato con carta, penna ed un sogno nel cassetto.