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Biodiversità: perché proteggerla è importante per prevenire nuove pandemie

Biodiversità e pandemie sarebbero strettamente legate. Ecco perché proteggere l’una può limitare l’insorgenza delle altre.

Città deserte per via dei lockdown da COVID-19; i dati delle emissioni in calo durante il 2020; i video di animali capaci di riprendersi spazi prima abitati dall’uomo: sono tutte immagini che hanno fatto pensare alla pandemia come un momento di rivincita della natura. In realtà, l’impatto della pandemia sulla biodiversità pare essere di diverso spessore. Secondo una ricerca che arriva dall’Università del Queensland in Australia e pubblicata sulla rivista The Lancet Planetary Health, esisterebbe un sistema di “rinforzo” reciproco tra pandemia e perdita di biodiversità che ci esporrebbe al rischio di nuove pandemie in futuro.

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Foto: NatureFriend @Pixabay

Bisogna proteggere la biodiversità per prevenire nuove pandemie

I ricercatori australiani hanno studiato i legami tra la pandemia di COVID-19 e il deterioramento della biodiversità negli ecosistemi mondiali. Per gli scienziati esisterebbero dei “circuiti di feedback” per cui i due fenomeni finirebbero per alimentarsi a vicenda. Ma come è possibile? Se da un lato è vero che meno automobili sulle strade hanno permesso al pianeta di tirare un breve sospiro riguardo alle emissioni, è altrettanto vero che i lockdown globali hanno messo in ginocchio le economie di diversi paesi. Se i paesi più ricchi sono riusciti in qualche modo ad attutire gli effetti, nei paesi più poveri questo ha comportato una fuga dalle città e un ritorno a un tipo di economia differente.

Deforestazione in aumento

È da tempo riconosciuto come il consumo del suolo, gli allevamenti intensivi, il commercio di animali selvatici e il cambiamento del clima sono tutti fattori che, combinati assieme, stanno aumentando l’interazione tra uomo e fauna selvatica. Questo aumento di contatti comporta un maggiore il rischio di contrarre malattie di origine animale, come nel caso del COVID-19. Nel corso di questa pandemia i problemi legati alla tutela della biodiversità si sarebbero in realtà acuiti. I ricercatori hanno notato infatti come i tassi di deforestazione sono aumentati in diverse regioni del mondo proprio a causa del COVID. Diversi progetti di tutela ambientale sono infatti stati abbandonati e, come molte altre attività, gli sforzi dedicati alla difesa ambientale sono stati interrotti. Questo per via anche delle pressioni delle comunità più in difficoltà e quindi in cerca di nuove fonti di sostentamento.

Cosa significa per il futuro

Per i ricercatori australiani sarebbe la dimostrazione di come il COVID-19, una pandemia innescata da un agente patogeno arrivato da popolazioni animali avrebbe contribuito ad aumentare la perdita di biodiversità, alimentando la deforestazione attorno al pianeta. La deforestazione a suola volta spingerebbe più animali selvatici a contatto con le popolazioni umane, aumentando così a sua volta i rischi di nuove pandemie. Una vera e propria spirale negativa. Secondo il team di ricerca le risposte al COVID-19 e alle future pandemie dovrebbero includere azioni concrete volte a salvaguardare la biodiversità degli ecosistemi del pianeta. Il rischio è quello di esporci sempre di più a nuovi agenti patogeni con conseguenze imprevedibili.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.