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Barcellona amica degli animali: in città nidi per uccelli e “hotel” per insetti

Le autorità stanno portando avanti un processo di rinaturalizzazione. Nei piani ci sono oltre 780 mila metri quadrati di nuove aree verdi

Oltre 780 mila metri quadrati di nuovi parchi e giardini aperti e altri 49 mila metri quadrati di strade verdi. Sono solo alcuni numeri del processo di “rewilding” in corso a Barcellona. Per il post-Covid le autorità catalane vogliono rinselvatichire o rinaturalizzare la città favorendo non solo il benessere dei residenti, ma anche il ritorno degli animali in città.

Barcellona ha avviato un percorso di rinaturalizzazione della città che punta a realizzare più aree verdi e spazi ospitali per insetti, uccelli e pipistrelli

La città dopo la pandemia

Le intenzioni c’erano già prima dell’esplosione della pandemia. L’emergenza sanitaria non ha fatto altro che accelerare l’iter. Come sta accadendo anche in Italia e in molte altre parti del pianeta, dopo aver sperimentato lockdown e altre limitazioni agli spostamenti, gli abitanti di Barcellona si sono resi conto dell’importanza di riportare la natura in città. Una volta usciti dall’isolamento che li ha tenuti casa di sei settimane lo scorso aprile, si sono ritrovati davanti una città trasformata.

Nei parchi chiusi, le piante e i fiori hanno avuto la possibilità di crescere incontrollati, favoriti anche da piogge insolitamente abbondanti. Questo incrocio di fattori ha portato la diffusione di più insetti e di più cibo per gli uccelli. Le farfalle in particolare, insetto che reagisce con grande reattività ai cambiamenti dell’ambiente, si sono moltiplicate: tra maggio e giugno c’era il 74 percento in più di esemplari e il 28 percento di specie in più in ogni parco rispetto allo stesso periodo del 2019; incluse due specie mai viste prima in città (l’Hipparchia semele e l’Apatura ilia).

Più parchi e animali in città

Di fronte alla scelta tra il riportare il vecchio ordine nei parchi e il lasciare tutto com’era, Barcellona ha scelto una via di mezzo: un nuovo approccio di giardinaggio che renderà la città più naturale, ma senza farla apparire trascurata. Non solo nuovi parchi e giardini, ma più verde lungo le strade. Una delle nuove aree verdi sorgerà attorno alla celebre basilica della Sagrada Familia.

Con piante ed alberi, la città vuole riportare anche gli animali tra sue vie per dare il suo contributo alla conservazione della biodiversità. Va in questo senso l’installazione di 200 “nesting towers”, torri nido per favorire la riproduzione di uccelli e pipistrelli, 40 arnie per le api e la messa a dimora di circa 80 piante con funzione di hotel per insetti. Il consiglio comunale ha pubblicato inoltre un atlante della biodiversità che elenca tutte le specie di flora e fauna di Barcellona.

Portare il verde in alto

C’è un problema, tuttavia, nel capoluogo catalano: la densità urbana. Con molti edifici e asfalto, è difficile portare nuovo verde. Ecco perché un’idea che sta prendendo piede è quella di non limitarsi al livello suolo, ma di portarlo in alto. Un esempio è il giardino creato dall’Sergio Carratalá e dallo studio MataAlta su uno dei pochi tetti ampi della città. In cima a un palazzo nei pressi del porto, hanno trovato casa 10 mila piante perenni che offrono tutto l’anno fiori agli impollinatori e un riparo agli uccelli per nidificare. Il giardino è irrigato grazie a un impianto alimentato da pannelli solari che usa l’acqua piovana raccolta in taniche.

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food