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Auto a idrogeno: come funziona la tecnologia del futuro

Si sente spesso parlare di auto a idrogeno, ma come funziona questa tecnologia? È davvero conveniente? Facciamo un po’ di chiarezza.

La prima auto a idrogeno è stata immatricolata in Italia nel 2019 ed è una vera e propria goccia nel mare. A rendere difficoltosa la diffusione di questi veicoli a zero emissioni concorrono diversi fattori, non solo economici ma anche logistici. Per poter comprendere gli ostacoli e quindi i pro e i contro di questa nuova tecnologia, occorre capire come funziona un’auto a idrogeno e in che modo viene prodotta non solo l’energia necessaria al movimento ma anche il carburante vero e proprio.

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Come funziona un’auto a idrogeno?

Un’auto a idrogeno è un veicolo che converte l’energia chimica di questa sostanza in energia meccanica. Questo può avvenire in due modi: tramite un motore a combustione interna, e in tal caso si parla di auto a idrogeno HICEV (Hydrogen Internal Combustion Engine Vehicle) oppure facendo reagire l’idrogeno con una pila a combustibile. In questo caso parleremo di auto a idrogeno FCEV (Fuel Cell Electric Vehicle).

Le case automobilistiche hanno concentrato la loro attenzione principalmente su quest’ultima tecnica e il funzionamento è abbastanza semplice. Le celle a combustibile ricevono due flussi in entrata: da una parte l’idrogeno verso il polo negativo e dall’altra l’ossigeno verso il polo positivo. Le molecole delle sostanze vengono scisse attraverso una reazione elettrochimica e producono energia elettrica, la quale darà come prodotto semplice acqua, perfettamente compatibile con l’ambiente.

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Foto di Toyota

Auto a idrogeno: pro e contro

Se è così semplice e poco inquinante, come mai le auto a idrogeno non sono ancora il veicolo più diffuso? Come accennato le motivazioni sono varie, ma prettamente collegate all’aspetto economico. In primo luogo infatti l’idrogeno, sebbene sia l’elemento più abbondante nel nostro pianeta, non è presente allo stato puro. Si ottiene, nell’industria, separandolo dagli idrocarburi ma il processo genera notevoli emissioni di CO2. In questo caso non è più vero che i veicoli a idrogeno non generano emissioni perché tali sostanze inquinanti sono state rilasciate durante il processo produttivo. Tuttavia si può ottenere idrogeno anche per elettrolisi o termolisi. In questo caso però occorrono elevate quantità di energia per avviare il processo, energia che sempre più spesso viene ottenuta attraverso fonti rinnovabili.

La Germania per esempio sfrutta l’eccedenza elettrica durante i picchi di produzione proprio per produrre idrogeno. Un altro ostacolo che si interpone alla diffusione delle auto a idrogeno è la necessità di avere spazi di stoccaggio superiori a quelli richiesti da combustibili come benzina o gasolio. Come se non bastasse, la diffusione delle colonnine per il rifornimento di questi veicoli è davvero ridotta (a metà 2019 se ne contano 25 in tutta Italia). Ultimo, ma certo non meno importante, il prezzo: se per quanto riguarda il costo per chilometro percorso è all’incirca alla pari con un veicolo a combustibile tradizionale, il prezzo del veicolo è davvero molto alto: un’automobile a idrogeno costa generalmente oltre i 60.000 euro.

I contro di un veicolo a idrogeno non sono pochi, ma i pro sono quasi tutti a favore dell’ambiente: zero emissioni, possibilità di produrre idrogeno con fonti energetiche rinnovabili, ma anche spesso l’esonero dal pagamento delle tasse di circolazione, la possibilità di entrare nelle ZTL e di usufruire gratuitamente anche di parcheggi a pagamento. Insomma, le auto a idrogeno potrebbero davvero essere la soluzione per un futuro più sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Non ci resta che attendere e vedere in che modo questa tecnologia verrà sviluppata ulteriormente.

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Dopo una Laurea in Ingegneria mi sono allontanata dai numeri e avvicinata a nuove forme di espressione, come la fotografia e la scrittura. Il mio blog, Il Cucchiaio Verde, racchiude entrambe le passioni e ha come filo conduttore uno stile di vita vegetariano.