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Animali domestici in pandemia: preziosi alleati per l’umanità

Gli animali domestici in pandemia hanno rivestito un ruolo fondamentale. Per molti si sono rivelati un toccasana ma la questione è più complicata.

Diversi studi si sono concentrati sul ruolo degli animali domestici in pandemia. La loro presenza si è rivelata in molti casi di grande conforto. Le ricerche si sono focalizzate sui nuovi legami e hanno mostrato che le condizioni estreme del periodo hanno spesso causato stress a entrambe le parti. Le evoluzioni future di questi rapporti mutati non sono ancora chiare ma sollevano interrogativi.

Animali domestici e pandemia

Animali domestici in pandemia:

Gli animali domestici in pandemia hanno dimostrato di essere a tutti gli effetti parte fondamentale della vita umana. Elena Ratschen, della University of York, ha condotto un sondaggio interpellando 5926 persone. Il 91% dei padroni di cani, insieme all’89% di quelli di gatti, ha dichiarato di aver trovato negli animali grande supporto emotivo. Durante i lockdown hanno infatti alleviato il senso di isolamento. Il cosiddetto “Effetto tampone” li ha visti diventare improvvisati sostituti di quelle interazioni sociali a cui abbiamo dovuto rinunciare. Molti hanno riferito di aver sperimentato un rafforzarsi del legame e il numero delle adozioni è cresciuto in molte parti del mondo.

Uno stress inaspettato:

Il rapporto tra uomini e animali domestici in pandemia ha mostrato risvolti inattesi. Il rovescio della medaglia è costituito dallo stress reciproco a cui si sono esposti. Il 62% dei 1297 intervistati da Jon Bowen, del Royal Veterinary College di Londra, teme che la vita degli animali sia peggiorata. Il 41% ha aggiunto di aver notato anche cambiamenti comportamentali importanti. Gli animali, i cani soprattutto, sono fortemente influenzati dalle emozioni dei padroni. Abbai eccessivi, richieste d’attenzione o stati di ansia rappresentano la pressione a cui si sono sentiti sottoposti gli umani. Molti temono poi che l’instabilità economica impedisca loro di garantire cibo e cure veterinarie agli amici pelosi.

Il futuro:

I lavori sugli animali domestici in pandemia hanno aperto varie questioni. A preoccupare è soprattutto l’eventualità di un aumento degli abbandoni. Liat Morgan, dalla Tel Aviv University, ha affermato che l’80% di coloro che hanno accolto animali in pandemia non ha agito d’impulso. Spesso però la realtà è diversa dalle aspettative e molti proiettano i propri disagi sugli animali. Frequentemente, dunque, a essere sbagliato non è il comportamento degli animali, ma l’atteggiamento umanoAiuti da governi e associazioni, come banche del cibo o sussidi economici, potrebbero rivelarsi determinanti. Il post pandemia sarà altrettanto problematico. Gli animali non hanno infatti gli strumenti per adattarsi immediatamente a una nuova routine.

Gli animali domestici in pandemia si sono rivelati fidati alleati. La scienza ha compreso che il nostro rapporto con essi è, comunque, estremamente complesso. Per evitare situazioni spiacevoli la consapevolezza è necessaria. Non esiste amicizia senza piccoli momenti di difficoltà. Solo con questo spirito accarezzare un gatto o lanciare la palla a un cane diventano gesti ordinariamente straordinari.

REDAZIONE
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