CulturaScienza

Altro che navi elettriche o a idrogeno, ecco le navi “succhia” CO2

Le navi elettriche o a idrogeno sarebbero una scelta al limite dell’impossibile ma ora alcuni ricercatori americani potrebbero avere una soluzione alternativa.

Quando si pensa a come ridurre le emissioni di CO2 per le automobili, i veicoli elettrici sono certamente la prima scelta. Quando si parla invece dei mari, le navi elettriche restano un grattacapo difficile da risolvere. In particolare le grandi navi cisterna e navi porta container rimangono difficili da “elettrificare” per via dell’assenza di batterie sufficientemente potenti da coprirne la stazza e le distanze.  E se l’idrogeno ancora non rappresenta una soluzione reale, ecco che alcuni ricercatori della Northwestern University negli Stati Uniti potrebbero avere una soluzione.

navi elettriche

Grandi navi elettriche: una missione ancora impossibile

Si stima che grandi navi porta container e le petroliere che navigano i mari del pianeta siano responsabili di circa il 3% di tutte le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Eppure se per le auto e anche per i mezzi di terra pesanti l’elettrico è una soluzione praticabile, le navi elettriche ancora rimangono solo un miraggio. Le grandi navi da carico possono consumare fino a 250 tonnellate di carburante al giorno, una capacità difficile da sopperire solo con un motore elettrico.

Una petroliera carica carburante sufficiente a circumnavigare il pianeta come parte normale delle sue operazioni. Secondo i calcoli dei ricercatori americani, un pacco batterie in grado di rendere una petroliera elettrica occuperebbe più spazio della capacità di carico della nave stessa. Anche un serbatoio di idrogeno sarebbe troppo grande per essere pratico. Per questa ragione il team di ricercatori ha pensato ad una opzione alternativa: delle navi “succhia” CO2.

Come rendere le navi “carbon neutral”

Invece di navi elettriche o a idrogeno, per rendere il comparto delle grandi navi a “emissioni zero”, i ricercatori hanno pensato ad una soluzione differente basata su celle combustibili. In una ricerca pubblicata sulla rivista ACS Energy Letters, gli scienziati hanno individuato un metodo attraverso cui le grandi navi possono catturare le loro stesse emissioni e riciclarle in modo da impedire che vengano disperse nell’atmosfera. La tecnica, sono convinti i ricercatori, rappresenterebbe una soluzione potenzialmente ancora più “amica” dell’ambiente rispetto a navi elettriche o a idrogeno seppur bruciando combustibili tradizionali. La produzione di queste forme di energia elettrica infatti spesso arriva ancora da fonti non rinnovabili.

Come funzionerebbero le navi succhia CO2

Il metodo proposto presenterebbe anche potenziali vantaggi per le navi a corto raggio. Ma come funziona? Per immagazzinare la CO 2 a bordo della nave, il team guidato dal professor Scott Barnett ha proposto un motore a doppia camera. Una camera immagazzina un combustibile a base di carbonio. Questo passa quindi attraverso la cella a combustibile che brucia il carburante con ossigeno puro per generare energia.  Il sottoprodotto di CO2 viene pressurizzato e immagazzinato nella seconda camera. Quando la CO2 concentrata viene compressa, può essere immagazzinata in un volume non molto più grande di quello necessario per il carburante, risparmiando così spazio.

Il futuro del mare non sarebbero le navi elettriche

Secondo i ricercatori americani il vantaggio della tecnologia rispetto alle navi elettriche sarebbe che può venire applicata alle navi già in circolazione. Secondo l’inventore Scott Barnett basterebbe infatti sostituire il serbatoio esistente con il nuovo serbatoio a doppia camera e aggiungere dei compressori. A fare da freno al momento sarebbe la mancanza di una infrastruttura in grado di gestire e “riciclare” l’anidride carbonica “succhiata” dalle navi. L’anidride carbonica immagazzinata potrebbe essere infatti riutilizzata nella produzione di biocarburanti, risultando così in un ciclo vicino alle zero emissioni.  

blank
Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.