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Alluvioni Pakistan: il riscaldamento globale le ha rese fino al 50% peggiori

Secondo un gruppo di esperti, in alcune zone del Pakistan il riscaldamento globale ha reso di gran lunga più devastanti le recenti alluvioni.

Le alluvioni che hanno colpito il Pakistan nel corso dell’ultima estate sono state rese più devastanti dal peggioramento del riscaldamento globale. A dirlo sono gli scienziati del World Weather Attribution (Wwa), un gruppo di esperti provenienti da varie regioni del mondo impegnato a calcolare quanto incidano i cambiamenti climatici causati dell’uomo nello scatenarsi di eventi meteorologici estremi. Come, appunto, quelli visti in Pakistan.

Circa un terzo del Paese è stato interessato da inondazioni e più del 10 per cento del Paese è finito sott’acqua dopo che ad agosto sono state registrate piogge tre volte superiori alla media del periodo. Gravi le conseguenze: circa 1.500 le vittime, 33 milioni le persone interessate dai disagi e 1,7 milioni di case distrutte.

Alluvioni Pakistan, il riscaldamento globale le ha rese “fino al 50%” peggiori
Foto: Dibakar Roy @Unsplash

L’effetto del riscaldamento globale

Numeri spaventosi, davanti ai quali non si può parlare semplicemente di maltempo. Gran parte delle responsabilità è invece da attribuire all’aggravarsi del riscaldamento globale dell’atmosfera per effetto delle emissioni di gas serra sprigionate dalle attività dell’uomo. Nelle aree del Pakistan più distrutte dall’acqua, le alluvioni sono risultate più devastanti di circa il 50 per cento proprio per colpa dell’aumento delle temperature sul nostro pianeta, secondo gli esperti.

Il riscaldamento globale potrebbe aumentare anche la frequenza degli eventi meteorologici estremi. Le inondazioni verificatesi nel Paese asiatico rientrano nella categoria degli eventi che si verificano una volta ogni cento anni. Secondo gli esperti del WWA, tuttavia, è probabile che si ripresentino molto più spesso.

Evento meno probabile senza emissioni

A causa dell’alto grado di variabilità naturale nella regione interessata dai monsoni, non è stato però possibile quantificare esattamente quanto spesso. Gli scienziati sostengono che, ogni anno, c’è l’1 per cento in più di probabilità che cadano delle piogge così intense in Pakistan e che alluvioni come quelle viste ad agosto sarebbero state molto meno probabili in un mondo senza le emissioni di gas serra provenienti dalle attività umane.

Le nostre prove suggeriscono che i cambiamenti climatici hanno giocato un ruolo importante nell’evento – ha dichiarato al Guardian Friederike Otto, professore al Grantham Institute for climate change and the environment all’Imperial College London, anche se l’analisi non ci permette di quantificare quanto determinante sia stato questo ruolo. Ciò perché è una regione che presenta condizioni meteo molto diverse di anno in anno, cosa che rende difficile verificare i cambiamenti su lungo periodo nei dati e nei modelli climatici”.

Pakistan, un territorio vulnerabile

C’è da dire anche che le alluvioni si sono abbattute su un territorio già molto vulnerabile a questi eventi. Tra i fattori locali che hanno aggravato le conseguenze delle inondazioni c’è la deforestazione degli ultimi decenni, che ha colpito soprattutto le mangrovie. Poi, sono da menzionare i lavori di costruzione di dighe, di sistemi di irrigazione e altri cambiamenti ai percorsi dei corsi d’acqua. Infine, c’è la fragilità delle infrastrutture, in particolare delle case, spesso costruite in aree ad alto rischio idrogeologico.

Le analisi del WWA

Il ruolo da protagonista, tuttavia, rimane del riscaldamento globale, secondo gli scienziati del Wwa. Non è la prima analisi con cui il gruppo riconduce gran parte delle responsabilità di un evento meteo estremo all’aumento delle temperature dell’atmosfera. Precedenti studi hanno stabilito che il fenomeno ha esacerbato anche le ondate di calore registrate nella prima parte del 2022 in India, Pakistan e Regno Unito, così come le alluvioni in Brasile. Lo stesso collettivo ha riscontrato infine che l’ondata di calore registrata nel 2021 nel Nordovest degli Stati Uniti sarebbe statavirtualmente impossibile” senza cambiamenti climatici.

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Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food