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Allevamenti: un’alga hawaiana fa calare del 90% il metano emesso delle mucche

Un’azienda la usa per produrre un integratore per gli allevamenti. Una piccola quantità basta a ridurre di molto la produzione del gas dannoso per il clima

Una particolare alga rende la digestione delle mucche “più ecologica”. Si tratta dell’Asparagopsis taxiformis (o A. taxiformis), un’alga rossa tipica delle isole Hawaii. La scoperta non è recente, ma ora un’azienda americana sta puntando forte su questo ingrediente particolare. Symbrosia, questo il nome della realtà, ha dimostrato che sostituendo appena lo 0,4 percento del foraggio tradizionale delle vacche d’allevamento con un suo integratore ricavato dall’alga si riduce di più del 90 percento la produzione di gas metano.

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L’effetto dell’alga

Quest’ultimo, sebbene resista in atmosfera per un tempo inferiore, incide 34 volte di più dell’anidride carbonica sul surriscaldamento climatico. Da tempo i critici puntano il dito contro gli allevamenti. Le mucche sono infatti una fonte di questo gas, sebbene i dati specifici sulle dimensioni del fenomeno siano piuttosto contrastanti. Al contrario di quanto dice un falso mito, il metano non è emesso con le flatulenze degli animali. Sono i gas che escono dalla bocca durante la digestione il problema. Il gas nasce dall’unione tra idrogeno e CO2 nello stomaco. L’integratore di  Symbrosia, l’SVD, va a inibire proprio questo legame.

Oltre alle mucche da carne, è possibile nutrire con questo prodotto anche le vacche del settore caseario, così come capre e pecore. Dopo i primi esperimenti in allevamenti chiusi, Symbrosia, ha effettuato un test pilota anche in un allevamento all’aperto nello Stato di New York. I risultati hanno dimostrato che l’alga rossa ha ridotto del 70 percento la produzione di metano in 45 capi di pecore. “La differenze tra il 70 e il 90 percento (il risultato registrato nelle mucche ndr) – ha spiegato Alexia Akbay, CEO dell’azienda – dipende dalla qualità del prodotto ed evidenzia i progressi fatti dalla nostra squadra nella coltivazione e nella preparazione”. Oltre a minimizzare la produzione di gas serra, nelle pecore sottoposte al test sono stati riscontrati miglioramenti negli occhi, nel manto e nella pelle.

Come viene prodotto l’integratore

L’alimento ricavato dall’alga rossa, potrebbe essere reso disponibile su larga scala entro i prossimi due anni. O almeno questa è la speranza dell’azienda con sede a Kailua-Kona, nelle Hawaii. La coltivazione dell’Asparagopsis taxiformis viene fatta sfruttando un sistema di acquacoltura su terra simile a quello usato per l’alga spirulina. Conosciuta dai locali con il nome limu kohu o limu līpehe e usata da generazioni nella cucina tradizionale, è prelevata in ciascuna delle otto isole che compongono l’arcipelago del Pacifico in modo tale da garantire una certa diversità genetica. Le leggende del posto narrano che si trattasse di un ingrediente prelibato per le antiche popolazioni hawaiane. È abbastanza salata, tanto che alcuni ricercatori hanno aggiunto degli zuccheri per stemperare il gusto.

Una soluzione per la transizione

Ma perché non produrre hamburger con le alghe invece di andare a lavorare sull’alimentazione delle mucche? Come ha spiegato la CEO dell’azienda, la volontà è stata quella di lavorare su un percorso di transizione “per i lavoratori dell’agricoltura e che va incontro a molti consumatori ancora riluttanti” a cambiare le proprie abitudini. Grazie agli ottimi risultati, Symbrosia ha attirato l’attenzione del settore dell’innovazione. L’azienda è stata selezionata per il “2020 Solver class by MIT Solve”, iniziativa del Massachusetts Institute for Technology (Mit) che le permetterà di ricevere un sostanzioso finanziamento e l’opportunità di trovare altri investitori.

REDAZIONE
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