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Allarme per Stanley Park: la fauna del parco è in pericolo

In Canada è stato lanciato un allarme per Stanley Park. L’ecosistema del lago Beaver è in pericolo ed è necessario un rapido intervento.

Una recente indagine ha lanciato un allarme per Stanley Park.  Si tratta di uno dei simboli del Canada e occupa più di 4000 Km2 nella città di Vancouver. Non mancano i riscontri positivi, ma i dati sul lago Beaver non sono incoraggianti. La fauna sta diminuendo e le specie protette sono sempre più a rischio. Le cause sono molte e occorrono interventi immediati.

Allarme Stanley Park

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I dati del report:

Secondo l’ultimo report della SPES (Stanley Park Ecology Society) il livello di allarme per Stanley Park è alto. La flora ha dato segnali positivi. La copertura forestale è aumentata dell’8% dal 2010, grazie ai 15.000 alberi piantati per rimpiazzare quelli divelti dall’uragano del 2006. La situazione della fauna connessa all’ecosistema del Lago Beaver, però, è drammatica. Le specie protette ospitate sono 46 e molte, fra cui lo svasso cigno, la rana aurora e il vespertilio bruno stanno scomparendo. I salmonidi e gli anfibi lottano per sopravvivere, ma a prendere il sopravvento sono ormai specie come spinarelli e carpe.


Le cause:

L’allarme per Stanley Park è determinato dai mutamenti nell’ecosistema del lago Beaver e della Lost Lagoon. Ariane Comeau, manager del progetto di conservazione, ha affermato che la temperatura dell’acqua sta crescendo a causa del surriscaldamento globale. I livelli di ossigeno sono troppo bassi per le specie locali.  Nel 1938, poi, sono stati introdotti nel lago i gigli d’acqua che ne ricoprono gran parte. Ogni anno, quando muoiono, creano una quantità di biomassa tale da abbassare il livello dell’acqua, che si surriscalda ulteriormente. La superficie del Lago Beaver è passata dai 6,7 ettari del 1938 a 3,9. Un’ulteriore fonte di problemi è poi la diga, che costituisce un ostacolo nello scambio di nutrienti tra la zona intertidale il terreno.

Gli interventi:

Sono state pianificate diverse azioni per rispondere all’allarme per Stanley Park. Per un’iniziativa del Department of Fisheries and Oceans diverse classi di studenti rilasciano ogni anno salmonidi nel lago. Purtroppo molti non sopravvivono. Nel report del 2010 erano poi previste azioni di dragaggio che rendessero le acque più fresche. Ora sono state nuovamente programmate per il futuro, insieme alla creazione di isole-habitat per diverse specie. Gli altri interventi avranno come obiettivo la diga. Con il progressivo innalzamento del livello del mare questa contribuirà all’assottigliarsi della costa. È stato quindi pensato di costruire una sezione di lungomare con detector per il livello e la qualità dell’acqua.

Il messaggio di allarme per Stanley Park deve essere preso molto sul serio e le autorità si stanno mobilitando. Arianne Coureau ha sottolineato che fortunatamente, la zona rappresenta ancora una meraviglia naturale. Ha poi affermato che è necessario comprendere come sta mutando l’ecosistema. La conoscenza è la chiave per l’azione e solo integrando questi due aspetti Stanley Park potrà essere consegnato intatto alle generazioni future.

REDAZIONE
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