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Al via ACROBAT, il progetto per riciclare batterie a litio

Al via ACROBAT, il progetto per riciclare batterie a litio

Riuscire a riciclare grafite, fosforo e litio dalle batterie significherebbe più indipendenza energetica e minore inquinamento

Possibilità di riciclo e autoproduzione di materie prime. Questi sono i due scogli da superare quando si parla di transizione energetica e di utilizzo di batterie, specialmente in Europa e in Italia.

Oggi un nuovo progetto europeo si pone proprio di raggiungere questi due obbiettivi, perché il suo scopo è quello di estrarre materie prime critiche dalle batterie a litio per poi poterle riciclare.

riciclare batterie litio
Foto: Kumpan Electric@Unsplash

Il litio e le materie prime critiche

Il litio, insieme a cobalto, nichel, grafite e molte altre, è una delle cosiddette materie prime “critiche”. Si intende delle materie prime che, attualmente, sono difficili da sostituire con elementi alternativi, che hanno giacimenti concentrati in pochi Paesi, e la cui estrazione ha dei forti impatti ambientali.

Le batterie litio-ferro-fosforo (LiFePO4, dette anche LFP) sono oggi molto utilizzate per vari motivi: non contengono cobalto e nichel, hanno costi inferiori rispetto ad altre, sono di lunga durata, e garantiscono una discreta stabilità e sicurezza. Sono usate soprattutto in sistemi di accumulo stazionario, nella mobilità elettrica e, in via sperimentale, in alcune applicazioni domestiche di elettronica di consumo.

Dato che contengono appunto materie prime critiche come litio, fosforo e grafite, poter riciclare queste batterie sarebbe davvero molto strategico.

ACROBAT, il progetto per riciclare le batterie a litio

ENEA è l’ente di ricerca italiano che partecipa al progetto europeo ACROBAT. Il suo obbiettivo è un processo di estrazione innovativo, a basso costo, e a ridotto impatto ambientale che permette di estrarre litio, fosforo e grafite dalle batterie LFP che, per ogni cella, contengono rispettivamente lo 0.8%, il 2.5% e il 16% degli elementi.

Entro il 2030, ACROBAT punta a raggiungere un recupero annuale di 5400 t di materiale catodico (litio, ferro, fosfato), 6200 t di grafite e 4400 t di elettrolita.

riciclare batterie litio
Foto: Vlad Chețan@Pexels

Meno inquinamento e più indipendenza energetica

Poter riciclare le batterie a litio avrebbe anche un’importante conseguenza a livello di inquinamento. Contengono infatti alcune sostanze ambientalmente dannose, che con il riciclo delle batterie in generale potrebbero essere rivalorizzate.

Inoltre, ci sarebbe un vantaggio in termini di indipendenza. Cina, Africa e America Latina forniscono oggi il 74% delle materie prime di cui è fatto un accumulatore; la Cina da sola produce il 66% delle batterie agli ioni di litio. L’Unione Europea ne produce meno dell’1%, e l’Italia, anche se non importa molto litio, importa molto prodotto finito. Poter riciclare queste materie critiche, quindi, sarebbe un ottimo passo avanti verso l’indipendenza da questi rifornimenti.


Enrico Becchi
Enrico Becchi
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Scrittore, divulgatore scientifico, giornalista. Con quello che scrivo e racconto cerco di rendere le persone consapevoli di sé stesse e del mondo spaziando fra tanti ambiti, fra le scienze naturali e le scienze di frontiera.
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