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Abaca, il tessuto ecologico dall’Asia tutto da scoprire

L’abaca è una fibra naturale utilizzata soprattutto per la realizzazione di borse e cappelli. Ecologica e duratura sarà in grado di soppiantare le altre fibre tessili?

L’abaca, nota anche come abacà o àbaca, anche nota come canapa di Manila, è un tessuto ecologico originario del sud-est asiatico. Questa fibra naturale viene utilizzata per confezionare indumenti ma soprattutto oggetti di alta moda come cappelli e borse. Resistente all’usura, è da sempre impiegata per la realizzazione di corde, tappeti e cesti impiegati nella navigazione grazie alla proprietà unica di resistere all’usura dell’acqua salata.

Pianta dell’abaca

La pianta dell’abaca appartiene alla famiglia delle Musaceae, la stessa del banano, e il suo nome scientifico è Musa Textilis. Si presenta come un arbusto di grandi dimensioni il cui falso tronco non è ligneo ma formato dalla stratificazione delle foglie di grandi dimensioni che compongono la pianta. La fibra di abaca si ottiene dal fusto tramite tre diversi passaggi. Il primo è la sguainatura, ossia la rimozione delle guaine 2-3 volte l’anno, a cui segue la spampanatura e infine l’essiccazione al sole.

Viene da chiedersi tuttavia il perché del nome, dal momento che abbiamo evidenziato appena sopra l’appartenenza dell’abaca alla famiglia dei banani. Le motivazioni sono da ricercarsi nel fatto che i primi esploratori, non conoscendo l’origine di questa fibra così largamente impiegata in quei territori, la assimilarono alla canapa per via dell’utilizzo analogo. Manila invece è la capitale delle Filippine, una delle principali produttrici ancora oggi.


Abaca, il tessuto ecologico

La Canapa di Manila giunse in Europa grazie agli Olandesi e agli Inglesi nei primi anni del ‘900, ma si deve agli americani la realizzazione delle prime grandi coltivazioni di abaca a fini industriali. Questa fibra naturale, ecologica e resistente, viene utilizzata sia per la realizzazione di manufatti tessili come borse, tappeti e cesti, sia per produrre della carta speciale per filtri, bustine da tè e carta moneta.

Sulle etichette è riportata o come canapa di Manila o con la sigla AB e viene sempre più impiegata nell’industria tessile non solo per il basso costo, ma anche per la durevolezza. I capi ottenuti con fibra di abaca inoltre sono morbidi ed ecologici. Fondamentale però ricordare l’importanza di tutelare questa produzione con commerci equo e solidali: nelle isole dell’arcipelago infatti, la coltivazione della canapa di Manila è alla base delle economie locali. Favorirne lo sviluppo senza finire nello sfruttamento dovrebbe essere una prerogativa.

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Dopo una Laurea in Ingegneria mi sono allontanata dai numeri e avvicinata a nuove forme di espressione, come la fotografia e la scrittura. Il mio blog, Il Cucchiaio Verde, racchiude entrambe le passioni e ha come filo conduttore uno stile di vita vegetariano.