Terriccio di foglie, come prepararlo e differenze dal compost
Il terriccio di foglie può diventare un grande alleato per il nostro orto o le nostre piante in vaso. Si prepara lasciando decomporre le foglie secche per tempi molto lunghi e il merito è soprattutto dell’azione dei funghi. Non tutte le foglie sono adatte e, a differenza del compost, lo strato che otteniamo risulta molto poveri di nutrienti. Andiamo a scoprire tutto quello che c’è da sapere per evitare errori.

Che cos’è il terriccio di foglie?
Il terriccio di foglie è un materiale scuro e friabile, che si ottiene dal consueto processo di decomposizione che subiscono le foglie delle piante decidue. Il processo avviene in modo del tutto naturale, a freddo, soprattutto grazie all’azione dei funghi e dei piccolissimi insetti che occupano il terreno. Perché le foglie arrivino a decomporsi del tutto sono necessari periodi molto lunghi, che vanno dai 12 mesi in su.
Si tratta di un’imitazione casalinga di quanto accade al suolo nei boschi. Il terriccio può, poi, essere usato come substrato per il nostro orto o per le piante da vaso. Si tratta, infatti, di un ammendante, ovvero di un materiale che modifica la struttura del terreno, rendendolo più poroso, aiutandolo a trattenere più acqua e più nutrienti.
Quali foglie e quale contenitore
Tra le specie che forniscono foglie che si decompongono relativamente velocemente e che si trasformano in ottimo terriccio in circa un anno comprendono:
- Betulla
- Frassino
- Nocciolo
- Acero
- Tiglio
- Carpino
Specie più coriacee, come quercia, faggio e platano impiegano invece molto più tempo, anche se possono fornire un terriccio ottimo. Le foglie di alberi sempreverdi e gli aghi delle conifere hanno bisogno di periodi ancora più lunghi e non sono adatti a ogni tipo di pianta. Le foglie di noce andrebbero, infine, evitate perché alcune sostanze presenti al loro interno inibiscono la crescita di diverse specie.
Possiamo raccogliere le foglie all’interno di reti metalliche fissate a quattro paletti e mantenute in un luogo riparato ma arieggiato, oppure in sacchi neri forati sui lati. È necessario tenere il materiale costantemente umido e per evitare che la decomposizione si fermi.
Differenze con il compost
Il terriccio di foglie è un substrato estremamente utile per la coltivazione di piante in vaso o di un orto, ma non è da confondere il compost. Anche questo si ottiene dalla decomposizione di materia organica, ma all’interno di esso troviamo foglie, rami, altre parti della pianta e scarti da cucina.
A lavorare nel processo sono, per altro, soprattutto i batteri. il risultato è un materiale ottimo come fertilizzante, perché estremamente ricco di nutrienti. Il processo si completa in tempi più brevi. Utilizzare il terriccio di foglie e il compost in combinazione rappresenta un’ottima soluzione per fertilizzare il terreno in modo efficace.
Per realizzare il terriccio di foglie è necessario scegliere foglie sane, che non presentino malattie. Mantenere i giusti livelli di umidità permette al processo di non arrestarsi. Capiremo di aver raggiunto il risultato finale quando arriveremo a un agglomerato di colore scuro molto friabile, in cui le foglie non saranno più distinguibili. L’odore diventerà, a questo punto, quello gradevole del sottobosco.
FAQ
Perché usare il terriccio di foglie?
Il terriccio di foglie migliora la struttura del terreno, favorendo l’equilibrio nell’assorbimento di acqua e nutrienti.
Qual è la differenza con la pacciamatura?
La pacciamatura è una sorta di “copertura” realizzata con materiali organici e non, che permetta di proteggere lo strato superiore del terreno e la pianta. Il terriccio costituisce invece un substrato. Rappresenta, quindi, lo strato in cui le radici si estendono.






