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Reducetariani: il movimento alimentare del futuro
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Reducetariani: il movimento alimentare del futuro

Si tratta di un nuovo movimento, quello dei reducetariani, che promuove uno stile di vita in equilibrio con l’ambiente, senza però arrivare a tracciare confini netti su cosa sia o meno permesso nella dieta. Qui sta forse la differenza principale tra chi segue questa filosofia di vita e vegetariani o vegani: non si rinuncia a nessuna categoria di alimenti nello specifico, piuttosto si ricerca quella moderazione fondamentale per coesistere con il mondo che ci circonda.

We reduce, motto dei reducetariani

Stile di vita e buonsenso

Si parte da un assunto fondamentale, da cui non possiamo più nasconderci: l’attuale modello di alimentazione occidentale, soprattutto quello esportato dagli Stati Uniti, non è sostenibile. Si consuma troppa carne di bassa qualità, con un impatto evidente sia sull’ambiente che sulla salute di chi lo segue.

Stile di vita e buonsenso

Questo però è un problema con cui abbiamo, ormai, una certa dimestichezza. E per fortuna bisognerebbe aggiungere, perché la presa di coscienza a riguardo ha portato sempre più persone a seguire una dieta vegana e vegetariana, rinunciando del tutto alla carne e, per i primi, anche ai prodotti derivati dagli animali. La domanda a cui rispondono i reducetariani è semplice: si può trovare una via di mezzo che non implichi rinunce o confini netti a quello che si può o meno mangiare?

Moderazione e equilibrio

Qui entra in scena Brian Kateman, un giovane ricercatore dell’americana Columbia University nel dipartimento di Ecologia e biologia ambientale. Il ragazzo passa da una dieta onnivora a una vegetariana e realizza che le persone non dovrebbero seguire una dieta vegetariana semplicemente per un’idea astratta, ma piuttosto per l’impatto che questa scelta ha sul pianeta.

Brian Kateman

Il vantaggio della prospettiva del giovane Kateman è che non tutti sono disposti a rinunciare alla carne, ma tutti possono ridurne il consumo con consapevolezza. I reducetariani non impongono confini o limiti precisi e abbracciano la natura pressoché onnivora dell’essere umano, ma allo stesso tempo gli fanno prendere consapevolezza dell’impatto che questo ha sull’ambiente.

Per raggiungere questo obiettivo le strade sono molte: rinunciare alla carne in alcuni specifici giorni della settimana, non farla comparire in entrambi i pasti della giornata, ma ancora più importante valutarne la qualità e pretenderla elevata. Evitare i prodotti animali scadenti fa risparmiare per poterne acquistare una quantità minore ma di migliore qualità, uno scambio di cui possono godere tutti, ambiente compreso.

Fonti: theguardian.com – ilfattoquotidiano.it – independent.co.uk (Andrei Severny) – medicinapreventiva.info