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Pasta all’arrabbiata: dalla storia al nome

Pasta all’arrabbiata: dalla storia al nome

La pasta all’arrabbiata è un piatto dalla storia complessa, che deve il proprio nome all’effetto che il peperoncino ha sull’organismo.

La pasta all’arrabbiata è un grande classico della cucina nazionale, ma a volte la gola oscura le curiosità su storia e origine del nome del piatto. Ricostruire perfettamente le tappe dell’evoluzione della pietanza non è semplice, ma essa sembra affondare le proprie radici nella tradizione laziale. Pomodoro, peperoncino, aglio e prezzemolo risultano, poi, gli indiscussi protagonisti della ricetta.

Pasta all’arrabbiata: dalla storia al nome
@envatoelements

Storia e nome della pasta all’arrabbiata: dove è nata 

La pasta all’arrabbiata può vantare tanto un nome originale, quanto una storia unica. La nascita del piatto sembra poter essere localizzata nel Lazio e, per la precisione, nella città di Roma. Qui un oste avrebbe servito il tipico primo all’inizio del Novecento, ma trovare una data precisa risulta complicato. L’obiettivo era, probabilmente, utilizzare degli ingredienti onnipresenti nella cucina regionale, per realizzare una rivisitazione semplificata dell’amatriciana

All’inizio gli unici ingredienti utilizzati erano aglio, pomodoro, olio, peperoncino e prezzemolo. Nel tempo è diventato canonico anche l’impiego del pecorino che, però, non deve essere sostituito con il parmigiano, che addolcirebbe il piatto snaturandolo. Non mancano, per altro, versioni in cui alle penne a cui siamo abituati vengono sostituiti spaghetti o bucatini, nonché ricette alternative in cui viene fatta soffriggere anche la cipolla.

Dalla storia al nome della pasta all’arrabbiata: perché si chiama così? 

Le curiosità sulla pasta all’arrabbiata possono riguardare tanto la storia, quanto il nome. Questo, nei ricettari regionali, viene talvolta riportato con una sola r. Ciò offre un’ulteriore prova dell’origine laziale/romana del piatto. Quanto al significato esso è da ricercare nell’effetto che l’ingestione di peperoncino ha sul colorito della pelle. 

Quando si mangia tale vegetale, infatti, si tende a diventare paonazzi, proprio come quando si è colti dall’ira. È bene, per altro, specificare che a essere arrabbiata non è esclusivamente la pasta. L’attributo identifica il condimento piccante, che può essere utilizzato per insaporire anche carne e verdure.

Pasta all’arrabbiata: da storia e nome alla ricetta originale 

Dopo aver fatto un salto nella storia della pasta all’arrabbiata guardare alla ricetta originale, per preparare un piatto degno del nome, appare d’obbligo. I passaggi sono, in realtà, molto semplici:

  1. Si inizia facendo rosolare uno spicchio d’aglio con olio e peperoncino tagliato a rondelle. Il primo ingrediente può essere tritato o lasciato intero, mentre l’ultimo può essere utilizzato anche in polvere.
  2. Si aggiunge quindi il pomodoro e si fa cuocere il tutto per 15-20 minuti, mescolando di frequente. È possibile optare per i pelati, precedentemente schiacciati con una forchetta.
  3. Nel frattempo si procede a lessare la pasta e a scolarla 3 minuti prima della fine della cottura.
  4. La si versa, quindi, nella pentola del sugo e la si fa mantecare.
  5. Si termina il piatto aggiungendo prezzemolo fresco e, a piacimento, pecorino.

Anche se la pasta all’arrabbiata ha mantenuto nel corso della storia il proprio nome, è stata oggetto di parecchie modifiche. In Calabria, allora, si realizza una versione del primo in cui non possono mancare i pomodorini freschi e l’origano. In Sicilia si aggiungono melanzane e mozzarella e la pasta fresca all’uovo sostituisce quella classica. A Napoli, infine, i vermicelli prendono il posto delle penne.


Alice Facchini
Alice Facchini
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.
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