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I liquori diventeranno sempre più analcolici e sostenibili

Il futuro è dei liquori analcolici e sostenibili, i trend parlano chiaro. Sempre più aziende sottolineano come i consumatori stiano cambiando, diventando più attenti all’ambiente e al proprio benessere.

I liquori analcolici e sostenibili saranno, nei prossimi anni, sempre più una norma. In paesi come gli Stati Uniti e l’Inghilterra le distillerie si stanno attrezzando per una nuova generazione di consumatori, interessati al proprio benessere e all’ambiente. Del resto i cocktail analcolici vanno sempre più di moda, così come l’attenzione verso la CO2 emessa durante i diversi processi produttivi.

liquori analcolici sostenibili

Il trend dei liquori sostenibili

Rendere una distilleria sostenibile è una vera e propria sfida, nonostante l’obiettivo di base sia molto semplice: annullare l’immissione di CO2 nell’atmosfera. Per raggiungere questo scopo è necessario che il metodo di produzione dei liquori sia studiato nel minimo dettaglio, non solo nell’impatto generato nella fase di preparazione vera e propria. Materie prime, bottiglie e smaltimento dei rifiuti sono solo alcuni aspetti che esulano dalla produzione vera e propria, ma devono essere presi in considerazione se si vuole produrre un liquore sostenibile.

Da questo punto di vista le aziende hanno cominciato a studiare i loro processi produttivi, valutando quanta CO2 veniva emessa in ogni fase. A questo punto hanno cominciato a modificare, dove era possibile, il procedimento, in modo da ridurne l’impatto ambientale. Dove non era possibile eliminare completamente il problema le distillerie hanno trovato un compromesso: piantare alberi per sequestrare l’anidride carbonica in eccesso.

Il successo dei liquori analcolici

Dopo la questione della sostenibilità l’altro aspetto a cui i consumatori sono sempre più attenti è il grado alcolico dei liquori. Sembra che sempre più persone preferiscano scegliere distillati analcolici, spinti da un interesse sempre più spiccato per il proprio benessere. L’International Wines and Spirits Record (IWSR), con base nel regno Unito, ha preso in esempio gli eventi legati al «Dry January», un movimento che propone la riduzione del consumo di bevande alcoliche.

Il paradosso è che questa nuova tendenza viene vista come un’opportunità, ed è lo stesso report citato qui sopra a sottolinearlo. Le persone, ha spiegato Brandy Rand, presidente del IWSR negli USA, cercano sempre più prodotti sani e di qualità, caratteristiche spesso associate con bevande non alcoliche o con basse percentuali di alcol. Proprio per questo nei prossimi anni il trend che seguiranno le distillerie in tutto il mondo sarà legato a prodotti di qualità, analcolici e sostenibili.

REDAZIONE

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