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Gli indigeni resistono anche vendendo prodotti sostenibili. Ecco alcuni marchi

Gli indigeni del mondo sopravvivono anche producendo e vendendo prodotti sostenibili, tanto che hanno dato vita a marchi di loro proprietà.

Gli indigeni sono conosciuti anche per aver sempre lottato contro ogni tipo di stereotipo di identità. Il termine indigeno ha un significato molto ampio e prescinde dal luogo di provenienza. Oggi gli autoctoni che continuano a vivere in molte zone del mondo, continuano a resistere nelle loro terre producendo e vendendo prodotti sostenibili, come capi di abbigliamento. Ecco alcuni esempi.

Marchi di prodotti sostenibili degli indigeni
Foto: @Pexels

Il marchio “The Orenda Tribe”

Uno dei marchi di moda di prodotti sostenibili indigeni è “The Orenda Tribe”. Fondato nel 2016 da Zaid Souqi è un brand che sostiene i bambini presentando le opere d’arte della tribù Orenda sui suoi prodotti eco-compatibili.

Quello che è iniziato come un’idea per un marchio di t-shirt, si è trasformato in un movimento di giovani che stanno cambiando attraverso l’arte e la narrazione. I temi sociali che affrontiamo includono il cambiamento climatico, la sicurezza alimentare, il genere e la protezione dei diritti dei bambini”, si legge sulla pagina ufficiale del brand.

Tre sono i valori principali del marchio indigeno: empowerment, comunità e sostenibilità. Il brand si occupa principalmente della realizzazione di t-shirt. Per ogni maglietta acquistata, The Orenda Tribe iscrive un bambino alla sua iniziativa “L’arte della speranza”, aiutando i bambini negli orfanotrofi, nei campi profughi, negli ospedali e in altre situazioni difficili in tutta la Giordania.

“The Orenda Tribe” ha collaborato con diverse associazioni internazionali, quali: Save the Children International, Pepsi Co MENA, GIZ, Airbnb, Bahja Iniziative e con diverse ambasciate in Giordania e scuole pubbliche e private per influenzare congiuntamente un cambiamento positivo su temi sociali.

Totem Design House

Un altro marchio di proprietà indigena è “Totem Design House”. Si trova in Canada ed è un brand a conduzione familiare. Nasce nel 2004, quando Erin Brillon, stanca delle tipiche t-shirt artistiche della costa nord-occidentale, ha deciso di avviare un marchio contemporaneo di abbigliamento e decorazioni per la casa.

Nel 2014, attraverso il suo lavoro di coordinamento dei programmi di potenziamento della gioventù indigena, Erin ha iniziato a imparare l’arte della serigrafia con sua figlia Marlo. Le due hanno iniziato a collaborare per creare camicie serigrafate a mano. Totem Design House è un brand unico con autentici prodotti indigeni.

Il marchio si occupa principalmente di gioielli, abbigliamento, decorazioni per la casa e prodotti botanici per il benessere. Felpe, cappelli, T-shirt con loghi e disegni di origine indigena. I gioielli, invece, sono realizzati in argento o in piume. Per l’Home decor, invece, quadri, cuscini in canapa, asciugamani in lino biologico. I prodotti per il benessere sono realizzati interamente in aloe vera organica, senza parabeni, olio nutritivo botanico.

Il marchio dona alla Copper Legacy Indigenous Empowerment Society, un’organizzazione no-profit che sostiene programmi e progetti indigeni.

Deadly Denim

Deadly Denim è un marchio molto particolare. E lo si intuisce già dal nome del brand in cui compare la parola “mortale” in inglese. “Non è un termine aborigeno tradizionale, ma adottato dalla moderna cultura indigena australiana. “‘Mortale significa incredibile/eccellente/sorprendente’”, spiegano i fondatori sulla pagina ufficiale del brand.

Deadly Denim è stata fondata da Rebecca Rickard, una donna Ballardong, Whadjuk, della nazione Nyungar che vive e lavora nel paese di Perth in Australia. Il marchio punta a essere il più sostenibile possibile sia nella realizzazione, che nella produzione dei capi di abbigliamento.

Deadly Denim utilizza giacche riciclate e offre la personalizzazione della scelta del tessuto sulla giacca. “Durante i mesi più caldi abbiamo una gamma di gonne, vestiti, gilet e camicie a maniche corte in denim riciclato che mostrano artisti indigeni e i loro disegni. Deadly Denim ha anche una popolare gamma di borse tote per la spesa realizzate con jeans riciclati e un pannello della nostra collezione di tessuti”, racconta la fondatrice.

Gli scarti più piccoli di questi splendidi tessuti vengono donati a un gruppo di cucito locale in una struttura in cui un gruppo di donne aborigene e delle isole dello Stretto di Torres impara a cucire e creare fantastici animali da fiaba per un programma per bambini. Il marchio collabora con artisti della First Nation.

Una parte dei suoi profitti sostiene il Rhodanthe Lipsett Indigenous Midwifery Charitable Fund (RLIMCF), un’organizzazione dedicata a salvare vite umane attraverso la formazione tradizionale di ostetricia.

Gli indigeni sono da sempre legati alla natura, all’ambiente, alla protezione del pianeta e soprattutto della loro terra. La nascita di brand di origine indigena è stata spontanea e coerente ai loro valori più profondi. Dalla tribù Orenda al “Denim della morte”, nascono nuovi marchi indigeni che sostengono il pianeta.

Chiara Sorice
Giornalista, ex studentessa della Scuola di Giornalismo del Suor Orsola Benincasa di Napoli. Da sempre amante della scrittura, ho lavorato per diversi magazine e mi sono cimentata anche nel mondo della radio. La mia più grande passione oltre la scrittura è la moda green e tutto ciò che le gira attorno.