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Dalla Scozia l’idea per un carburante ecofriendly dal whisky

Dalla Scozia l’idea per un carburante ecofriendly dal whisky

Si chiama butanolo e deriva dagli scarti della produzione di whisky il carburante ecologico studiato in Scozia

Vietato fare il pieno di alcool se guidi la macchina… a meno che il pieno non sia proprio quello per far funzionare il veicolo! Presto, infatti, potrebbe essere possibile fare un pieno di carburante alcolico alla propria automobile. Arriva dalla Scozia ed è a base di whisky il carburante che potrebbe compiere una vera e propria rivoluzione green.

whisky carburante
@envatoelements

Un pieno di whisky, grazie!

Altro che benzina, diesel o colonnine di ricarica elettrica: il whisky potrebbe diventare il carburante più richiesto presso i distributori di rifornimento. È risaputo che i carburanti tradizionali, in quanto derivati del petrolio, sono altamente inquinanti, motivo per cui i motori elettrici hanno fatto breccia facilmente nel cuore dei consumatori in piena campagna a favore della sostenibilità. Peccato che poi anche attorno alle automobili elettriche si siano generate polemiche circa il pesante impatto ambientale (e non solo) delle batterie che le alimentano. Il whisky potrebbe, invece, davvero rappresentare una svolta green in materia di combustibili.

Whisky, il carburante ad alto rendimento

A quanto pare, invece, il whisky potrebbe davvero dar vita a un carburante ecologico e ad alto rendimento. I ricercatori della Napier University di Edimburgo hanno condotto esperimenti per due anni sugli scarti di produzione del whisky. In particolare si sono concentrati sul draff, ovvero lo scarto rimanente sul fondo delle vasche durante il processo di maltazione, e sul pot ale, lo scarto della prima distillazione del whisky. Ne è risultato che il butanolo, il biocarburante a base di whisky, ha un rendimento superiore del 30% rispetto, per esempio, all’etanolo, un componente presente nella benzina.

Il Biobutanolo è ecologico

Gli studi condotti in collaborazione con la startup scozzese Celtic Renewables Ltd hanno messo in evidenza un aspetto particolarmente ecologico del carburante realizzato con gli scarti del whisky. Va bene per tutti i modelli di automobili già esistenti e può essere utilizzato senza dover apportare modifiche ai veicoli. Inoltre, a sottolineare ulteriormente la sostenibilità di questo biocarburante è anche il fatto che, qualora fosse utilizzato per alimentare le automobili, contribuirebbe a smaltire le 750mila tonnellate di draff e i 2 miliardi di litri di pot ale prodotti ogni anno nella sola Scozia.

Un orgoglio tutto scozzese

Non è un caso che questi studi relativi all’impiego del whisky come carburante siano stati condotti proprio in Scozia. Il Paese è infatti rinomato a livello mondiale per la produzione di whisky. La Scozia, inoltre, è anche leader nella produzione di energie rinnovabili, sfruttando l’energia pulita di elementi naturali come il vento, il sole e l’acqua. Gli attori principali coinvolti in questa ricerca, la Napier University di Edimburgo, la startup Celtic Renewables Ltd e la distilleria Tullibardine di Perthshire sono quindi a maggior ragione soddisfatti dei test condotti e dei risultati ottenuti, intravedendo nel progetto tutte le potenzialità per avviare una vera rivoluzione in 3 settori contemporaneamente, quello energetico, quello dei trasporti e quello dei distillati.


Erika Barani
Erika Barani
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Interprete e Traduttrice Laureata in Linguistica Inglese, da sempre mi interesso di tematiche ambientali e amo gli animali: da loro ho imparato il rispetto per la natura e per tutti gli esseri viventi.
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