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Cambiamenti climatici troppo veloci per le foreste: l’adattamento chiede secoli

I cambiamenti climatici stanno trasformando le foreste, ma ora uno studio ha avvertito che stiamo solo iniziando a capire il vero impatto del fenomeno.

Che i cambiamenti climatici stiano alterando l’equilibrio delle foreste non è un mistero, ma oggi la scienza si è spinta oltre. Un gruppo di ricercatori, grazie al LIDAR ha infatti dimostrato che i polmoni verdi della Terra impiegano decenni o secoli per adattarsi ai cambiamenti. La biodiversità è in pericolo e nemmeno un’inversione di marcia sulle emissioni sembra poter garantire l’arrestarsi del processo.

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Studiare le foreste

Nell’epoca dei cambiamenti climatici capire come conoscere al meglio le foreste è fondamentale. Un team di ricercatori ha riportato l’attenzione sulla questione e ha provato a servirsi della tecnologia LIDAR. Acronimo di Light Detection And Ranging essa si basa su principi simili a quelli di radar e sonar. Attraverso impulsi laser infatti, è possibile ricostruire dettagliati modelli 3D degli ambienti. Utilizzato in archeologia fin dagli anni 90 il LIDAR ha permesso di arrivare a utilissime scoperte, fra cui il ritrovamento di resti Maya in vari punti delle foreste tropicali. Oggi i ricercatori si sono concentrati sulla zona temperata dell’Europa e sono arrivati a ricostruzioni sorprendenti.

Cambiamenti climatici veloci per foreste lente

I dati su come l’impatto dei cambiamenti climatici si ripercuota sulle foreste preoccupano. Un team guidato da Jonathan Lenoir ha indagato sulla Compiègne Forest e ha ricostruito una mappa dello sviluppo storico del luogo. I ricercatori hanno scoperto che 1.800 anni fa questa ospitava insediamenti romani. Qui e in altre aree verdi della zona hanno, poi, individuato delle depressioni nei terreni. Le hanno, così, classificate come siti al tempo utilizzati per l’estrazione delle marne, rocce ricche di minerali, derivate da sedimenti fangosi, utilizzate in ambito agricolo. Oggi in terreni a composizione prevalentemente acida sono ancora presenti piante che hanno bisogno di azoto, e ciò è riconducibile alle antiche attività umane.

Futuro e foreste

I cambiamenti climatici sembrano inarrestabili e capire come le foreste riusciranno a fronteggiarli è vitale. Vedere che la flora è ancora oggi in grado di riflettere eventi accaduti secoli fa, muta completamente le prospettive. A fianco degli organi che cercano di costruire scenari plausibili sul clima, l’Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services prova a fare lo stesso guardando alla biodiversità. Nessuno dei modelli proposti tiene, però, conto del ritardo con cui le foreste sembrano reagire ai mutamenti e ciò deve cambiare. La tecnologia LIDAR è ora pronta a rivelarsi una risorsa incomparabile e progredire nella ricerca per correggere eventuali errori di valutazione è una priorità.

I cambiamenti climatici sono per le foreste una minaccia pressante. Questi ambienti ospitano l’80% della biodiversità terrestre. Ora abbiamo compreso che, purtroppo, anche se il Pianeta smettesse di riscaldarsi a breve, le conseguenze delle nostre azioni continuerebbero ad abbattersi sugli ecosistemi per periodi lunghissimi. La parola rimpianto non può che ricordarci che il tempo per tergiversare è ormai più che scaduto.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.