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Le borse in cotone inquinano l’ambiente?

Le borse in cotone sono nate per sostituire i sacchetti in plastica, ma ci si chiede se possano essere davvero considerate simbolo del green lifestyle.

Le borse di cotone, le cosiddette tote bag, sono presenti nel mondo del lusso da un decennio ormai. L’idea primordiale della loro realizzazione era quella di sostituire i sacchetti usa e getta in plastica usati per fare la spesa. Da allora la borsa in cotone è stata sempre più richiesta dai consumatori per la sua praticità e anche particolarità estetica. L’aumento delle richieste, tuttavia, ha fatto sì che il mercato incrementasse (eccessivamente) la produzione delle tote bag. Con alcune conseguenze.

Le tote bag inquinano l'ambiente

Le borse in cotone inquinano l’ambiente?

Le borse in cotone sono nate per aiutare l’ambiente e ridurre l’inquinamento causato dalla plastica. Ma un’inchiesta pubblicata dal quotidiano americano The New York Times ha svelato dei retroscena non piacevoli. Secondo questo lavoro giornalistico, le tote bag invece di salvaguardare il pianeta, non farebbero altro che inquinare.

L’articolo del New York Times cita uno studio danese del 2018. Secondo questa inchiesta, per bilanciare l’impatto ambientale della produzione di una singola tote bag, questa dovrebbe essere usata circa 20 mila volte, cioè ogni giorno per 54 anni.

Nell’inchiesta si legge che “solo il 15% dei 30 milioni di tonnellate di cotone prodotte ogni anno arriva effettivamente ai depositi tessili”. Anche quando una borsa arriva a un impianto di trattamento, la maggior parte dei coloranti utilizzati per stampare i loghi sono a base di PVC e quindi non riciclabili. Non possiamo affermare che il cotone sia peggio della plastica, ma, per alcuni aspetti, è ancora più difficile da riutilizzare e smaltire questo materiale.

La difficoltà nello smaltimento del cotone non sono gli unici problemi delle tote bag. La produzione eccessiva delle borse di cotone ha creato innumerevoli disagi. Secondo un’analisi di mercato, a una singola persona basterebbe avere una sola borsa di cotone. In realtà ogni singolo ne possiede almeno due o tre. E la forza-lavoro che si nasconde dietro la realizzazione solo di una borsa di cotone non viene presa in considerazione.

I marchi dicono stop alle tote bag

A lanciare la prima famosa tote bag riutilizzabile è stata la designer britannica Anya Hindmarch. La sua tote del 2007 “I’m Not a Plastic Bag”, creata con l’agenzia ambientale Swift, è stata venduta per circa dieci dollari nei supermercati. Ha incoraggiato gli acquirenti a smettere di usare borse monouso ed è diventato un fenomeno virale.

Dopo oltre dieci anni, però, l’utilizzo della borsa in cotone si è triplicato. Ormai non viene utilizzata solo per andare a fare la spesa ma è un vero e proprio accessorio di tendenza. I brand più famosi quali Dior, Gucci, e anche i low cost come H&M, l’hanno lanciata nel mercato del lusso. Successivamente alle ultime dichiarazioni, però, i marchi che l’avevano sponsorizzata hanno fatto un passo indietro.

Buffy Reid, dell’etichetta britannica di &Daughter, ha interrotto la produzione delle sue borse di cotone. La stilista britannica Ally Capellino ha recentemente sostituito il cotone con la canapa, mentre Hindmarch ha presentato una nuova versione della sua borsa originale, questa volta realizzata con bottiglie d’acqua riciclate.

Stop alle tote bag

Le star che sponsorizzano la tote bag

Le donne reali del Regno Unito sembrano impazzire per la borsa in cotone. Meghan Markle collabora con Cuyana, un giovane brand fondato da Karla Gallardo e Shilpa Shah che invita i clienti a comprare meno ma di qualità, usando la loro borsa. Kate Middleton, adora la tote bag di Longchamp e la utilizza sempre per viaggiare.

Ma la borsa in cotone ormai è un must have per tutte le celebrità. La regina dei social Chiara Ferragni in passato ne ha sfoggiata una griffata Dior durante una vacanza in un contenuto postato sui suoi account. E anche la famosissima cantante e attrice Jennifer Lopez è un’utilizzatrice di questo accessorio.

Insomma, le borse in cotone oppure in tela ne hanno fatta di strada da quando furono lanciate nel 2007 come sportine per fare la spesa. Ora, però, i dubbi sulla loro effettiva sostenibilità stanno portando le persone che vogliono adottare uno stile di vita più green a rivalutarle. E magari spingeranno anche le star ad abbandonarle per sempre a favore di nuove alternative.

REDAZIONE
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