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Vitelotte, le patate nere dimenticate della Valnerina

Un tubero alquanto misterioso, completamente diverso da quelli che siamo abituati a cucinare, tanto selvatico quanto biologico, ma la cui coltivazione è limitata ad alcune minuscole zone del nostro paese.

Le patate Vitelotte, conosciute anche come Vitelotte noire, patate nere o, erroneamente, patate viola, sono un’antica varietà di tuberi la cui origine è da ricercare nelle lontane terre peruviane, dove ancora oggi si coltiva quasi esclusivamente. Quasi perché sembrerebbe che anche in Italia ci siano dei piccoli comuni ancora dediti alla coltivazione di questo ortaggio dal colorito sorprendente.

Vitelotte, le patate nere dimenticate della Valnerina

Le mille varietà sud-americane

La zona da cui provengono questi tuberi è il Perù, e più in generale il sud america, dove questa pianta ha iniziato a diffondersi, prima nei paesi limitrofi come il Cile, poi sempre più lontano. I numeri sono impressionanti: oltre 3000 varietà di patata sono coltivate nelle terre andine, un vero e proprio patrimonio di biodiversità di cui noi conosciamo solo una piccola parte. La Vitelotte fa parte di queste, coltivata oggi principalmente in Francia, ma anche, in alcuni piccoli comuni, nel Centro Italia. La tradizione vuole che in questi frammentati territori non siano mai arrivati fertilizzanti o pesticidi vari, motivo per cui queste patate vantano un’ottima qualità e salubrità.

Le mille varietà sud-americane

C’è da non confondersi con le patate violette, caratterizzate da una polpa gialla e coltivate in Val Di Susa o con la Patata Turchese – sempre con la buccia viola – dall’interno bianco che crescono nei pressi del Gran Sasso. In italia sono particolarmente apprezzate quelle umbre, in particolare provenienti dalla Valnerina, solitamente cresciute in orti familiari o piccoli produttori locali. Il motivo della scarsa diffusione va ricercato probabilmente nella resa, molto limitata, compensata però dalla resistenza della pianta, che bene o male si adatta anche agli ambienti più impervi.

Vitelotte in insalata

Tanto rare quanto salutari

La pasta della varietà Vitelotte si presenta abbastanza omogenea e farinosa, caratterizzata da un gusto gradevole e dolciastro e rimane in generale saporita. Salta ovviamente all’occhio la colorazione, viola intensa, dovuta alla presenza in abbondanza di antocianine, dei particolari pigmenti che contribuiscono a combattere l’invecchiamento e alcune forme di cancro. Si tratta della stessa sostanza che rende scuri diversi vegetali come mirtilli e melanzane.

Tanto rare quanto salutari

In cucina si prestano ad una marea di preparazioni differenti, fondamentalmente tutte quelle che coinvolgerebbero i tuberi più tradizionali, anche se il loro prezzo, decisamente più elevato, richiede una certa cura nel cucinarle. Le patate Vitelotte possono essere trasformate in purè, per un contorno dall’inaspettato colore viola, oppure cucinate semplicemente al forno con dell’abbondante rosmarino. Ultimi ma non ultimi gli gnocchi, per un primo originale, creativo e di sicuro effetto sui vostri ospiti. Occhio solo alla conservazione: le Vitelotte tendono a germogliare più facilmente delle loro controparti tradizionali, meglio quindi trovare un posto scuro e ben asciutto dove tenerle (per il più breve tempo possibile).

Fonti: morghew.com – bbq4all.it – atuttobrand.tuttofood.it – alimentipedia.it – saperefood.it

TOPIC patata
REDAZIONE
Raccontare e spiegare cibo, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari riguardo il complicato mondo dell’alimentazione.

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