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Robot commestibili: un'idea tanto geniale quanto inaspettata

Robot commestibili: un'idea tanto geniale quanto inaspettata

Lo capiamo, non è la cosa più scontata che potevate sentire oggi. Quale potrebbe essere il senso di macchine che possono essere tranquillamente masticate e ingerite?

Il mondo degli automi meccanici si fa sempre più complesso, basti pensare a quegli strani robot dedicati a scrivere poemi sulla sabbia o a girare hamburger nei fast food. Ma di robot commestibili è molto più difficile sentir parlare. Batterie, sensori, transistor e elettrodi, tutti masticabili e digeribili, pensati per una complessa varietà di compiti, dall’avventurarsi nel corpo umano al soccorso in ambienti ostili.

Pronti a scomparire

Prima di entrare nel merito va capita una cosa: a cosa diamine potranno servire i robot commestibili? Lo scopo iniziale e più «scontato» di questi marchingegni potrebbe essere operare all’interno del corpo umano. Avere un piccolo medico meccanico in grado di curarci dall’interno del nostro stesso corpo, per poi essere dissolto fino alle sue microscopiche parti, potrebbe rivoluzionare il campo della medicina.

Anche poter intervenire in zone ad alto rischio, ma suscettibili dal punto di vista ambientale, si rivela un ambito interessante: robot soccorritori in grado di portare aiuto e poi degradarsi completamente nell’ambiente potrebbero avere interessanti applicazioni in futuro. Non dimentichiamoci poi la consegna a domicilio. Non amate l’idea di poter gustare una pizza appena recapitata sulla porta di casa con l’annesso fattorino meccanico?

A pensare a tutti questi scenari sono stati un gruppo di ingegneri del Politecnico Federale di Losanna, un importante istituto svizzero. I ragazzi hanno avuto la possibilità di esporre le loro idee a Vancouver, in occasione di una conferenza internazionale di robotica, presentando il primo prototipo di una «mano» a tenaglia in cui tutte le componenti potevano essere consumate. Ogni parte dell’automa è costruita con un materiale non tossico ma soprattutto biodegradabile, una sorta di gomma insapore composta da acqua, gelatina e glicerina. Nel caso ci fosse bisogno di sottolinearlo, il gusto non era esattamente una priorità per i giovani ricercatori svizzeri.

Fonti: focus.it - destroyallrobots.org - epfl.ch


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Matteo Buonanno Seves
Matteo Buonanno Seves
Scopri di più
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.
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