inNaturale
Home
>
Qualche segreto su coltivazione e raccolta del kale

Qualche segreto su coltivazione e raccolta del kale

Considerato da molti un vero e proprio superfood, il kale, o cavolo riccio, oltre che essere ricco di sostanze nutrienti è anche facile da coltivare, basta conoscere i tempi e i modi più corretti.

Ne esistono molte varietà di diverse gamme cromatiche, tutte nate abbastanza di recente in realtà, ma tutte hanno in comune degli ottimi valori nutrizionali e proprietà benefiche. In ogni caso ci sono molte ottime ragioni per cominciare a farlo crescere nel proprio orto domestico, non ultima la facilità con cui si può avere successo nella coltivazione e raccolta del kale.

Come si coltiva il cavolo riccio

Cominciamo col dire che il kale, o cavolo riccio, è un ortaggio invernale molto resistente, si presta ad essere coltivato in un ampio intervallo di temperature, dai -6° ai 27° C. In ogni caso occorre scegliere la varietà più giusta da coltivare e anche in questo caso c’è l’imbarazzo della scelta: si passa dal Curly, dolce e delicato, al Premier, molto resistente al freddo con una crescita particolarmente veloce, passando per il Siberiano e il Rosso Russo.

Occorrono circa 40 centimetri quadrati di superficie per far crescere ciascuna pianta, che sia in terreno aperto o in vaso non fa gran differenza, l’importante è che ci sia un volume sufficiente di terra. Uno degli aspetti più interessanti è che il kale può essere piantato in qualunque momento, inizio primavera o prima estate, ma anche in estate inoltrata. In quest’ultimo caso sarà pronto proprio prima delle gelate invernali.

Cura e raccolta

È importante per le piante rimanere abbastanza idratate, quindi meglio bagnare il terreno che hanno attorno, magari aggiungendo fertilizzante - biologico possibilmente - ogni 6 o 8 settimane. Un altro passo imprescindibile, in realtà per qualsiasi pianta, è monitorare la sua salute: nel caso le foglie marciscano meglio aggiungere del pacciame intorno al cavolo, così che le foglie non marciscano a contatto con il terreno umido. In ogni caso meglio liberarsi delle foglie che hanno perso colore o sono appassite, poiché rappresentano perfetti luoghi di diffusione per le infezioni.

Il momento della raccolta arriva dopo circa 70-95 giorni dopo la semina o 55-75 nel caso abbiate trapiantato delle piantine. Se non ricordate esattamente il giorno in cui avete cominciato a prendervene cura anche l’altezza può essere un indicatore: 20 cm sono il segnale che si può procedere. Ultimo consiglio, se raccogliete le foglie singolarmente cominciate dall’esterno, se raccogliete l’intera pianta invece cercate di lasciare almeno 5 cm di gambo così che possa continuare a crescere. Ora siete pronti a gustare un ottimo cavolo riccio, per sapere qualcosa di più sulle sue proprietà potete continuare con la lettura di questo articolo.


REDAZIONE
REDAZIONE
Scopri di più

Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.

Scopri di più

Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.

Iscriviti alla newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità editoriali, i prodotti e le offerte