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Quando il piatto fa paura: storia delle emergenze alimentari

Vi ricordate la mucca pazza? E l’aviaria? La mozzarella blu e la diossina? Fino agli spinaci surgelati (forse) con la mandragora di questi giorni, sembra quasi che a tavola non si stia più al sicuro. Cosa sta succedendo al nostro cibo?

La domanda diventa lecita soprattutto leggendo la cronaca degli ultimi giorni: cosa sta succedendo alla filiera alimentare internazionale e nostrana? Perché da una parte sembra che non ci si possa più fidare, dall’altra non si capisce se ci sia ormai un certo allarmismo sulla questione. L’apparato adibito per la gestione delle emergenze alimentari è complesso, il cibo viaggia su distanze più lunghe e a volte per più tempo, ma questo non vuol dire rinunciare a qualità e salubrità. Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Dalla mucca pazza alla diossina

Le 14 emergenze del 4 Ottobre

Panico. Esiste un portale europeo denominato RASFFRapid Alert System for Food and Feed – il cui scopo è lanciare allerte di vario grado inerenti alla sicurezza alimentare. Solo della giornata di ieri sono state segnalate 14 «emergenze», tra cui figurava anche questa: «foodborne outbreak suspected (anticholinergic syndrome) to be caused by mandrake in frozen spinach from Spain». Lo stato interessato in questo caso era l’Italia, colpita da una possibile partita di spinaci contenenti (forse) mandragora provenienti dalla Spagna.

Le 14 emergenze del 4 Ottobre

Nessun accenno ad un possibile caso di contaminazione da salmonella il giorno stesso, a causa di carne argentina fermata alla dogana. Un sospetto di uova non dichiarate in un pane dolce dalla Cina, sempre ieri, sempre senza che la stampa impazzisse. Per non parlare di una contaminazione di nichel e manganese da alcuni contenitori. E lo stesso il giorno prima e quello prima ancora, in Europa questo genere di segnalazioni sono all’ordine del giorno, ma non possiamo semplicemente smettere di consumare cibo importato dall’estero. Guardate con i vostri occhi, il portale è liberamente accessibile e aggiornato quasi in tempo reale.

Dalla mucca pazza alla diossina

Ma la storia ci insegna che con la salute dei nostri piatti non si può scherzare. All’epoca dell’incidente di Chernobyl c’erano cinghiali con tracce di Cesio 137 nella carne, nel 1986 c’era la mucca pazza, con 207 morti accertate per encefalopatia spongiforme bovina. Dal 2001 al 2005 era praticamente impossibile mangiare una fiorentina. Poi ci fu l’influenza aviaria, che provocò un crollo di quasi il 70% degli acquisti di questi prodotti, nonostante non si sia mai capito quanto fosse effettivamente pericolosa. E come dimenticarsi del latte alla melamina in Cina o della carne alla diossina di qualche anno fa?

Quando il piatto fa paura: storia delle emergenze alimentari

Sarebbe bello a questo punto trovare un colpevole, ma pare una vera e propria caccia alle streghe: chi sostiene che la filiera si sia allungata tanto da non essere più possibile controllarla con sicurezza, chi sostiene che la crisi abbia in qualche modo incentivato le frodi, chi ancora pensa che se importassimo meno alimenti saremmo più al sicuro. Nel non saper ancora dare una spiegazione certa ci sentiamo di concludere con una considerazione: nulla è più importante del mangiare sano, ma non bisogna nemmeno cedere agli allarmismi.

Nota di redazione: ad oggi, 5 Ottobre 2017, non si ha conferma che gli spinaci contengano effettivamente mandragora, anche se il ministero della Salute avverte: non consumateli.

Fonti: lastampa.it – webgate.ec.europa.eu – healthdesk.it

Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazioni indesiderate.

Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.

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