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Il pasticcere francese che guida la crociata dei croissant

Una storia a cui noi italiani siamo decisamente abituati, perseguitati come siamo da cibi che si fingono italiani. Ma qui si è andati oltre, tanto da scomodare il governo. Tutto per proteggere il tipico dolce francese.

«Io voglio che i francesi possano comprare un croissant consapevoli che sia fatto con i giusti ingredienti di base.» È questo il semplice e genuino appello che Frédéric Roy, proprietario di una umile pasticceria a Nizza, che come riporta il Telegraph si è detto stufo della maggior parte dei croissant che assaggia dai suoi colleghi in tutta la nazione. L’ha presa così sul serio da scrivere al Primo Ministro francese, ma mai si sarebbe immaginato la risposta dei suoi connazionali.

Croissant tra i titoli dei giornali

Croissant tra i titoli dei giornali

Quello che il signor Roy non poteva prevedere era che la notizia della sua lettera sarebbe rimbalzata su diversi giornali locali fino ad arrivare alla stampa nazionale e internazionale, riunendo i francesi per sotto uno stendardo comune: la voglia di qualità. Il problema inizia, racconta il pasticcere, con l’impressionante aumento dei prezzi.

Il burro da solo, una delle componenti da cui maggiormente dipende il sapore dei croissant, è aumentato del 172% negli ultimi 20 anni. Questo ha spinto a cercare risorse meno costose ma allo stesso tempo qualitativamente più scadenti «ho realizzato che col passare degli anni sempre meno panettieri e pasticceri producevano i propri croissant – spiega Frédéric Roy – perché i costi delle materie prime sono aumentati più del prezzo di vendita»

Il pasticcere francese che guida la crociata dei croissant

La base della sua proposta, quella di certificare i croissant del paese con un marchio di eccellenza che ne attesti la qualità, non è nuova. Nel 1993 un decreto del governo aveva introdotto l’idea di una «baguette tradizionale» che poteva essere prodotta esclusivamente con farina classica e nessun additivo, una mossa che a detta di molti ha funzionato magnificamente.

Il pasticciere di Nizza immagina lo stesso per i croissant, con farina e burro certificati. Sembra che i francesi la pensino allo stesso modo visto il successo del suo appello. Non resta che vedere se saranno disposti a pagare un piccolo prezzo premium per potersi gustare un prodotto dalla qualità ineccepibile.

Fonti: fthmb.tqn.com – 20minutes.fr – telegraph.co.uk

TOPIC croissant
REDAZIONE
Raccontare e spiegare cibo, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari riguardo il complicato mondo dell’alimentazione.

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